Circo Petrolio animali elefante
Foto: Gabriele Fanelli

In questi giorni il circo è stato in città. Ad annunciarlo la solita prassi: manifesti pubblicitari sotto i cavalcavia, biglietti omaggio sui parabrezza delle automobili, qualche polemica passata inosservata. Forse in pochi ricorderanno che nel 2015 fu votata una delibera (mai disciplinata con regolamento) che riguardava proposte restrittive in tema di attendamento dei circhi con animali sul suolo francavillese.

Ho cercato il testo della suddetta delibera nell’Albo Pretorio online, ma senza risultati: ad oggi, il testo è introvabile. Le uniche informazioni in merito a questa faccenda sono riconducibili ad un unico documento, e cioè la mozione (riportata alla fine di questo articolo) con cui Rifondazione Comunista chiedeva, all’allora amministrazione Bruno, di schierarsi contro l’attendamento di circhi con animali. Nel comunicato che è seguito al deposito della mozione, Rifondazione Comunista affermava che “sebbene il circo sia un’antica arte che merita di essere difesa e tramandata, è giunta l’ora di porre un freno all’impiego nei circhi di animali selvatici ed esotici il cui modello gestionale non è compatibile con la detenzione in una struttura mobile (secondo quanto indicato nel regolamento CITES del 2006). D’altronde, il circo può continuare ad esistere usando solo risorse e sinergie umane, come accade per il circo di maggior successo a livello mondiale – il Cirque du Soleil – animato esclusivamente dall’abilità di acrobati, giocolieri e clown”.

Niente di nuovo: infatti, negli ultimi anni, molti comuni hanno approvato delle ordinanze restrittive contro l’attendamento di circhi con animali, in linea con numerose normative sovranazionali e con il sentimento degli italiani (secondo il rapporto EURISPES 2016, il 71% degli italiani è contrario all’impiego degli animali nei circhi).

In mancanza di una normativa nazionale direttamente applicabile (è necessario che il governo adotti una serie indefinita di decreti legislativi per dare piena attuazione alla l.n. 175/2017, “Codice dello spettacolo”) alcune amministrazioni comunali hanno, ad esempio, limitato a pochi mesi all’anno il periodo di attendamento, oppure hanno inserito un criterio di precedenza dei circhi senza animali sugli altri (nel caso di una pluralità di domande). Vi è infatti una giurisprudenza amministrativa costante che ritiene che l’amministrazione comunale non possa disporre un divieto generalizzato e preventivo dell’utilizzo di animali nelle manifestazioni circensi, in quanto manca un’adeguata copertura legislativa.

Più in generale, nella direzione di una maggior tutela nei confronti degli animali sembrerebbe andare l’attuale amministrazione comunale di Francavilla, che qualche giorno fa, in una delibera riguardante alcuni provvedimenti per contrastare il fenomeno del randagismo, poneva come premessa “l’aumentata percettibilità dei cittadini nei confronti del benessere animale e dei diritti degli animali quali esseri senzienti”, basata su una “nuova visione del rapporto uomo-animale”. Sembrerebbe: perché la realtà dei fatti, almeno nel caso dell’attendamento dei circhi con animali, è ancora tutta da verificare.

Data quindi l’impossibilità di consultare direttamente il testo della delibera in questione, ho incontrato Mario Paiano, all’epoca (e tuttora) segretario del locale circolo di Rifondazione Comunista, tra i fautori della mozione a cui è seguita la delibera “scomparsa”.

Cosa vi spinse a presentare la mozione?

Prima di tutto una sensibilità nostra nei confronti di un tema che, soprattutto nel 2015, aveva raggiunto l’apice nella discussione pubblica in Italia, grazie anche alle associazioni ambientaliste – prima di tutto penso alla LAV – e a un pullulare di mozioni dello stesso tenore in vari comuni d’Italia. Molti comuni hanno cercato di normare la questione vietando o limitando l’attendamento di circhi con animali; abbiamo deciso quindi di cimentarci, ma quella mozione è rimasta lettera morta, perché al deliberato doveva poi seguire una regolamentazione che non c’è stata: motivo per cui ogni anno, da tre anni a questa parte, diversi circhi con animali fanno tappa a Francavilla.

Quale fu la risposta delle altre parti politiche alla vostra mozione?

La risposta almeno formalmente fu buona, perché la mozione fu approvata con ampia maggioranza; ad oggi non ricordo chi si astenne. Sarebbe utile rileggere la delibera ma non è più rintracciabile sull’Albo Pretorio. Di sicuro il PD votò a favore, seppure con qualche “distinguo”… In buona sostanza, la mozione veniva votata perché, in linea teorica, si era d’accordo sui contenuti; ma, nel dibattito, prevaleva la paura che una delibera di questo tipo potesse incorrere in opposizioni e ricorsi innanzi al Tar.
Il vero problema è, come dicevo, che nel corso degli anni la delibera non è mai stata regolamentata. Il regolamento sarebbe stato l’unico strumento per dare una disciplina alla materia, ma non è mai stato scritto e quindi non è mai passato in commissione. Evidentemente, quel voto fu “retorico”, un modo come un altro per tenere buona una parte della coalizione. Questo servì a poco perché un mese dopo uscimmo dalla maggioranza (per altre ragioni), e di fatto questo ci impedì di dare un seguito alla questione.

Come forza politica, avete in programma di riportare la questione alla ribalta, e magari di allargare a proposte riguardanti la tutela degli animali in senso lato?

Ad oggi, non essendo in consiglio comunale, abbiamo qualche difficoltà, ma grazie agli strumenti di partecipazione che sono stati votati durante la scorsa consiliatura avremo la possibilità di compiere azioni politiche concrete. Il tema ci interessa perché noi siamo contro lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, ma anche contro lo sfruttamento dell’uomo sull’animale.

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Di seguito il testo della mozione approvata il 30 novembre 2015 dal consiglio comunale.

ATTENDAMENTO DEI CIRCHI EQUESTRI E SPETTACOLI VIAGGIANTI

1) Vietare attendamento ai circhi e alle mostre zoologiche itineranti aventi al seguito animali appartenenti alle specie in via di estinzione o il cui modello gestionale non è compatibile con la detenzione in una struttura mobile secondo quanto indicato nel Regolamento Cites 2006 [link esterno], ovvero: primati, delfini, lupi, orsi, grandi felini, foche, elefanti, rinoceronti, ippopotami, giraffe, rapaci.

2) Redigere un apposito “Regolamento per la disciplina delle attività dello spettacolo viaggiante e dei circhi equestri”.

3) Sollecitare il governo a vietare, con legge statale, l’uso di animali negli spettacoli circensi in Italia.

4) Sollecitare lo Stato a concedere i contributi statali solo ai circhi che non usano animali.

5) Promuovere una campagna di sensibilizzazione affinché tutta la popolazione venga meglio informata sul tema dello sfruttamento degli animali.

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