Ma come si divertono i francavillesi più adulti? Come trascorre il proprio tempo libero chi, più anziano o in pensione, ne avrebbe in teoria tanto da spendere? Normale che la stessa domanda sia più spesso indirizzata verso le abitudini dei giovani, normale che un’intera comunità di genitori ed educatori sia piuttosto interessata alla vita notturna dei propri figli travolti dalla movida strapaesana. Ma dei francavillesi più adulti, di quei genitori ed educatori, qualcuno sa in che modo si divertono?

I numeri sono un muro: Francavilla Fontana sta lentamente invecchiando. Pur confermando negli ultimi quindici anni una popolazione totale di poco più di 36000 residenti, l’indice di vecchiaia dei francavillesi è sensibilmente aumentato. Questo indicatore che rappresenta il grado di invecchiamento di una comunità e rapporta in percentuale il numero dei più adulti e dei più giovani, ci racconta che nel 2002 erano 74 anziani francavillesi per ogni 100 giovani, mentre nel 2018 quegli anziani sono diventati 134,7. La percentuale degli over 55 anni è balzata al 32,4 per cento, pari a un terzo della popolazione. Una conseguenza diretta è l’aumento dell’età media dei francavillesi, che è variata dai 36,9 anni nel 2002 ai 42,3 del 2018. Altra conseguenza è l’invecchiamento della popolazione in età lavorativa e la diminuzione del ricambio generazionale nei posti di lavoro, con tutto ciò che comporta in termini di nuove competenze immesse nel tessuto imprenditoriale. E se pensiamo che il saldo migratorio è sempre negativo, che ogni anno i morti sono sempre maggiori dei nuovi nati, e che molti dei giovani rilevati hanno soltanto mantenuto la residenza a Francavilla, trasferendosi invece in altre città – spesso del Nord – per ragioni di studio o di lavoro, il futuro demografico locale si tinge ancora più di grigio.

L’evidenza dell’invecchiamento della popolazione francavillese rispecchia del resto un quadro nazionale più ampio, a volte ancora peggiore nei centri più piccoli dove lo spopolamento è drammatico. I dati di invecchiamento esigeranno nel tempo un ripensamento innovativo di ogni ambito della vita organizzata, anche alla luce dei nuovi bisogni di cui i più adulti sono portatori. Fra questi, probabilmente l’ultimo a cui si potrebbe pensare è proprio il divertimento, inteso come il poter trascorrere il proprio tempo libero in maniera attiva e costruttiva sottraendosi alla gabbia della solitudine in cui spesso gli anziani sono costretti.

In attesa di una maggiore attenzione da parte degli Enti pubblici, il privato sociale non è rimasto certo a guardare. Sono diversi i soggetti del terzo settore che cercano di offrire risposte ai nuovi bisogni emergenti dai più adulti, anche nella città di Francavilla Fontana. Qui il più attivo e partecipato è Auser, un’associazione aperta ai cittadini di tutte le età e culture che organizza attività e servizi prevalentemente rivolti agli anziani. Nel 2019 Auser festeggia i trent’anni di fondazione. Era infatti il 5 maggio del 1989 quando l’allora Segretario Generale della Cgil Bruno Trentin promuoveva la nascita di Auser per offrire agli anziani del nostro Paese nuove occasioni di protagonismo, partecipazione e pratica della solidarietà. L’impegno è promuovere una nuova percezione di vecchiaia che sovverta la visione dell’anziano soltanto come costo sociale ed emergenza e, al contrario, valorizzi un invecchiamento attivo, soprattutto per chi rischia di diventare invisibile quando non più produttivo.

A Francavilla Fontana, Auser ha sede in vico Salerno, a due passi da piazza Umberto I. Difficile dimenticare che questo luogo nel passato è stato punto di ritrovo degli anziani iscritti al Partito Comunista Italiano, proprietario dell’immobile. Altra epoca in cui quel vico sapeva degli odori provenienti dal mercato coperto lì accanto. È quasi sera e ci accoglie alla porta Angelo Lupo, presidente di Auser Francavilla Fontana: attraversiamo la sala principale sino a una saletta ricavata in un vecchio sgabuzzino; intanto la musica accompagna il ballo di un gruppo di signore sorridenti e concentrate nel seguire i passi dell’istruttrice.

I più adulti e gli anziani esistono, dunque. Si parla spesso di movida in piazza, ma nessuno si chiede com’è che si divertono i più grandi. Angelo, quali occasioni di partecipazione offre Auser nella nostra città?

Forse molti ci conoscono per l’organizzazione di momenti di ballo, specie la domenica sera, e di certo si tratta di un’attività che coinvolge tanti francavillesi. Ma non siamo una scuola di ballo, anzi: la nostra sede è teatro di numerose iniziative. Ad esempio, adesso siamo in questa stanzetta che abbiamo adeguato e destinato ad aula multimediale a spese nostre e con il lavoro dei nostri iscritti, e qui abbiamo già organizzato dodici edizioni di un corso di alfabetizzazione informatica che parte da come si accende un pc sino alla navigazione sul web. Al pomeriggio proponiamo un laboratorio di sartoria solidale: chi aderisce, oltre a socializzare, si rende anche utile. Gli indumenti realizzati dai nostri soci vengono destinati a chi ha più bisogno. E questo si aggiunge alla raccolta di indumenti usati che, per questioni di spazio, destiniamo all’Auser di Mesagne, che ne fa una distribuzione egregia. Poi i momenti di socializzazione: penso alle cene condivise per trascorrere del tempo insieme e chiacchierare, oppure alle gite culturali, in cui non manca mai la guida turistica che ci faccia conoscere e approfondire la storia dei luoghi che visitiamo. Potremmo proporre tante altre attività, per esempio sedute di ginnastica dolce, per le quali alcuni soci si sono proposti come istruttori: la sede attuale purtroppo non è adeguata e non ce lo permette. Per quanto possibile cerchiamo però di accogliere le idee dei nostri soci: nell’associazione c’è un patrimonio di competenze e di esperienze da valorizzare.

Gli iscritti, i soci, quanti sono?

Il tesseramento 2018 si è concluso con 351 tesserati. Quest’anno riteniamo di poter fare anche meglio, visto che a fine febbraio ci sono già state tante nuove adesioni. Si tratta soprattutto di persone provenienti da altre associazioni oppure abituate a spostarsi fuori città alla ricerca di occasioni di divertimento e che oggi invece preferiscono restare a Francavilla con Auser. Accogliamo sempre con piacere i nuovi iscritti, a patto che rispettino le regole di questa associazione.

Qual è l’offerta di spazi dedicati ai più adulti nella nostra città?

Presto detto: l’offerta è nulla. A Francavilla Fontana manca un centro anziani, non esiste una struttura che li accolga e offra loro l’opportunità di condividere del tempo in modo costruttivo. Né le Amministrazioni precedenti all’attuale hanno mai seriamente risposto alle nostre richieste. C’è invece sempre stato un rinvio delle risposte in merito a una sede adeguata ad accogliere più persone e attività, nonostante l’offerta di effettuare a nostre spese l’adeguamento di eventuali locali comunali non perfettamente a norma. A tale proposito ci sarebbero diverse strutture comunali, anche con il giardino (spazi all’aperto), in cui potremmo fare tante attività diverse. Sono là, chiuse, come quelle in via Di Summa, via Bilotta e altre zone. E avremmo comunque tutti i requisiti e l’esperienza per partecipare a bandi pubblici per l’assegnazione degli spazi, anche dovendo far nostro l’impegno di una minima ristrutturazione. Non siamo certo come quelle associazioni che si costituiscono oggi e già bussano alla porta del politico di turno per chiedere il locale, come accaduto per esempio con la chiesa della Madonna delle Grazie nel passato.

E della solitudine dei più anziani? Trovate che affrontarla e superarla sia un bisogno sentito?

Divertimento e socializzazione sono due rimedi alla solitudine, una delle malattie peggiori per quegli adulti che sono fuori dal contesto lavorativo e si sentono “superati” e ormai fuori gioco. Ci è capitato di accogliere persone anziane in depressione accompagnate qui dai figli e che a poco a poco, partecipando alle nostre iniziative, sono state meglio. Soprattutto l’attività della sartoria solidale è nata per questo motivo.

Le generazioni più adulte sono forse meno abituate al divertimento e più avvezze allo stare in casa. Un grande contributo al successo della vostra associazione oggi sembra venire da una maggiore libertà culturale della donna: è rassicurante averne viste tante nelle vostre serate danzanti e anche oggi in questa sede.

È vero, le generazioni passate scontano un problema culturale, specie per quanto riguarda le donne. Nel passato le donne uscivano di casa solo per motivi legati alle attività familiari e una volta vedove non uscivano proprio più. Di solito era l’uomo che andava fuori per divertirsi, al bar o a giocare a carte. Una classica società patriarcale. Oggi la donna è più libera e non è un caso che la maggior parte dei nostri soci siano proprio donne e che, di conseguenza, le attività che proponiamo abbiano un taglio più femminile. Certo, ci sono anche motivi legati anche alla mancanza di spazi opportuni: avessimo, ad esempio, spazi all’aperto, campi da bocce e altre strutture, molti uomini si avvicinerebbero all’associazione. E ce lo chiedono in tanti.

E gli altri adulti che non frequentano Auser come passano il proprio tempo libero a Francavilla?

Ci sono altre – poche – associazioni da frequentare. Molti però restano ancora in casa. A volte perché siamo legati alla famiglia, ai figli, specie la domenica da passare insieme. L’abitudine non è ancora quella di uscire.

E gli anziani di piazza Umberto I?

Io non ne vedo più. Dove sono andati a finire? Prima la piazza era un punto di ritrovo, alcuni continuano a frequentarla di pomeriggio ma molto meno che nel passato. Anche perché la piazza ha perso la sua funzione di socializzazione e ormai sono scomparsi alcuni classici luoghi aggregativi e culturali, come le sedi di partito o di sindacato. I partiti sono quasi sempre chiusi, mentre i sindacati non sono più luoghi di incontro. Poi c’è la Società Operaia, una bella struttura, oggi purtroppo non molto frequentata. Spesso accade che simili associazioni non riescano a cambiare gruppo dirigente e a rinnovarsi.

Non vogliamo però dare per scontato che Auser comprenda tutte le fasce di popolazione e tutte le classi sociali. C’è forse una parte di adulti che si riunisce in altre associazioni e che Auser probabilmente non rappresenta.

Ci sono gruppi di livello sociale più elevato, magari più istruiti, che fanno associazione a parte. Capita però che ti guardino spesso dall’alto in basso. Con un po’ di puzza sotto il naso, diciamo così. Abbiamo cercato di collaborare a volte, di fare rete con iniziative organizzate anche da noi stessi, ma abbiamo incontrato soltanto gente che è salita in cattedra e poi chi si è visto, si è visto. Questi gruppi restano sempre nelle proprie cerchie ristrette. Una volta ebbi una discussione con un’amica, docente di italiano in pensione: le dissi che va bene la cultura, ma se fanno l’associazione di persone tutte laureate, dottori e professori, e si riuniscono in quei pochi iscritti di sera per leggere un passo della Divina Commedia o del Manzoni che magari conoscono già a memoria, la cultura la stanno regalando a se stessi e basta. Dovrebbero invece aprirsi a chi non ha avuto la possibilità o la capacità di studiare. Più che associazioni, restate circoli privati. Poi anche noi ci sforziamo di organizzare momenti culturali per i nostri soci: ricordo ad esempio che per primi a Francavilla abbiamo celebrato la Giornata della Memoria il 27 gennaio, e abbiamo parlato dell’importante vicenda di Renata Fonte. Rivendichiamo un ruolo culturale, seppure i nostri soci abbiano interessi diversi.

Come pensi che Auser sia percepita dalla politica locale?

In parole semplici, la politica non se ne frega niente delle persone anziane. Se ne parla soltanto in campagna elettorale, se va bene, poi gli anziani tornano a essere invisibili. Circa la nostra associazione, con l’ex Sindaco Della Corte eravamo a un passo da un accordo per la gestione del parco in via Caniglia, in collaborazione con il CSV provinciale e Legambiente. Il Sindaco fu molto disponibile, poi l’iter si bloccò perché all’improvviso tante altre associazioni si interessarono allo stesso parco e del possibile bando non se ne parlò più.

Pensate che sia da sostenere la pratica degli avvisi pubblici per l’assegnazione dei beni comuni?

Se il bando è costruito bene e dà rilievo alla storia del proponente e alla sua esperienza, certo che sì. L’importante è che si faccia qualcosa. Poi a Francavilla sappiamo com’è che vanno di solito le cose. Anche con la vecchia Amministrazione Bruno furono assegnati direttamente e senza bando dei locali a un’associazione nel quartiere Peraro. Poi anche quella gestione è fallita, non ci andava mai nessuno, quasi neppure gli stessi soci. O penso al locale dello Skate Park nel quartiere San Lorenzo, assegnato sempre in via diretta dall’Amministrazione Bruno all’associazione di ex poliziotti, sostenendo che fosse per la sicurezza della zona: di certo non si tratta di un deterrente, come potrebbe essere invece una stazione di polizia.

E con la nuova Amministrazione comunale?

Chiederemo un incontro al Sindaco Denuzzo, con la stessa richiesta di un luogo dove poter organizzare molte più attività di oggi.

Si avvicina l’estate e ogni anno ci sono grandi aspettative ed altrettante polemiche sulle attività proposte dalle Amministrazioni comunali. Che attenzione c’è di solito verso i più adulti nei cartelloni estivi?

Ecco un esempio: un paio di anni fa, sempre l’Amministrazione Bruno dichiarò di preferire indirizzare le poche risorse economiche disponibili verso i poveri invece che per le attività estive. Cosa che non condivido perché le iniziative estive, se fatte bene, aiutano l’economia locale e in generale i più poveri se ci sono entrate diverse. Alla fine inventarono qualche iniziativa e per gli anziani diedero il patrocinio (non so se con un contributo economico) all’iniziativa di un’associazione che organizzò l’evento in una campagna privata e a pagamento. Per quanto ci riguarda, nonostante la poca attenzione verso le nostre attività, non ci fermiamo neppure durante l’estate, e riusciamo a mobilitare molte persone: ricordo una nostra iniziativa nella piazza della Chiesa Madre nell’estate 2015 con dieci stand e un concerto di musica popolare. E sottolineo la difficoltà di coinvolgere le associazioni locali a cui offrimmo gratuitamente gli spazi. Anche qui devo pensare che forse c’è dello snobismo o dell’invidia nei nostri confronti? Si parla di rete, ma ognuno fa sempre per conto proprio. E tralasciamo le falsità raccontate sul nostro conto da altre associazioni che più o meno si muovono nel nostro ambito e hanno bisogno di attirare qualche nuovo socio, oppure della voce per cui io sarei antipatico e scorbutico: antipatico, dipende… Ma scorbutico proprio no! Per fortuna poi le persone si avvicinano, ci conoscono e capiscono che hanno perso tempo a non frequentarci prima.

Domani il Sindaco chiama Angelo Lupo a fare l’Assessore comunale con delega agli anziani. Che programma proporresti?

Non ho mai immaginato di ritrovarmi in quel ruolo, tuttavia cercherei soprattutto di realizzare o adeguare una o più strutture in cui queste persone si possano incontrare e condividere del tempo insieme, anche in maniera semplice. Organizzerei iniziative per farli sentire cittadini attivi e ancora utili alla comunità, anche con momenti di divertimento. Bisogna avere continuità durante l’anno, le proposte potrebbero essere diverse.

Ci credo, l’impressione è che qui vi divertiate più di molti giovani…

Oggi c’è il compleanno di una nostra iscritta, è tutto molto diretto e informale, si balla, si mangia un pezzo di torta, si condivide il proprio tempo con semplicità. Anzi, adesso andiamo che c’è il taglio della torta!

(Foto: Gabriele Fanelli, video: Riccardo Ruggiero)