Professione stagnino: intervista a Premio Itta

Premio Itta, classe 1935, racconta il suo lavoro di stagnino e mostra alcuni dei suoi lavori

Il signor Itta si chiama Eupremio, ma lo chiamano tutti Premio, anzi maestro Premio: maestro artigiano, che per una vita ha lavorato come lattoniere, il cosiddetto stagnino. L’ho incontrato a casa di Gianmarco, suo nipote, in una giornata di festa. Giusto il tempo di ricordarci le altre occasioni in cui ci eravamo già incontrati, un bicchiere di primitivo, una fetta di torta, e ci siamo trasferiti subito a casa sua, o meglio nel suo giardino.

Premio mi parla dei suoi lavori, da quelli più importanti a quelli più comuni, mettendoli tutti sullo stesso piano, in una sorta di democrazia degli oggetti, dove l’annaffiatoio ha dignità pari a quella di un ornamento sacro: la latta è un materiale umile, dal carattere docile, che hanno usato tutti, dal prete al contadino. Premio mi mostra in pochi minuti come si fa a plasmare la latta, e lo fa con la destrezza di chi fa sembrare semplice un’arte molto complicata e praticamente quasi scomparsa.

Il giardino di casa è il suo regno, il posto dove il maestro ancora crea dei piccoli capolavori dell’artigianato, oggetti indispensabili “nei tempi che furono”, che oggi possono diventare oggetti d’arredo anche molto apprezzati. Ci vorrebbe davvero un premio per chi ci insegna a riciclare e creare cose nuove.

Testo e video a cura di Gabriele Fanelli | Audio a cura di Lorenzo Zanzarella

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