Il 20 maggio è l’anniversario della nascita di Alessandro Leogrande, grandissimo scrittore e giornalista tarantino scomparso a quarant’anni nel novembre del 2017 (a cui avevamo dedicato la prima Serata con Petrolio). Per il Maggio dei Libri, il Patto Locale per la Lettura di Francavilla Fontana ha deciso di ricordare sua scrittura e i temi di Leogrande con due appuntamenti, promossi da Petrolio, che vedranno coinvolto lo storico e scrittore Salvatore Romeo. Romeo, anche lui di Taranto, ha curato alcuni testi postumi di Alessandro Leogrande raccolti per Feltrinelli nel volume Dalle macerie ed è autore del libro L’acciaio in fumo. L’Ilva di Taranto dal 1945 a oggi. Pubblicato da Donzelli editore, il libro di Romeo è un saggio rigoroso e di grande valore divulgativo sulla storia della fabbrica tarantina.

Il primo appuntamento si terrà al liceo scientifico Ribezzo nella mattinata del 20 maggio, e vedrà Romeo raccontare la figura di Leogrande a una delegazione di ragazze e ragazzi degli istituti superiori. Con lui ci saranno l’assessore alla Pubblica Istruzione Sergio Tatarano e l’assessora alla Cultura Maria Angelotti.

Il secondo incontro, in collaborazione con la Libreria Francavillese, sarà invece la presentazione del libro L’acciaio in fumo (20 maggio, ore 19.30, Biblioteca comunale “Giovanni Calò”): dopo gli interventi del sindaco Antonello Denuzzo, dell’assessora Maria Angelotti e di Marco Montanaro (Petrolio), Salvatore Romeo dialogherà con il docente Davide Gatto. Data la rilevanza del tema Ilva per Francavilla, abbiamo previsto che la presentazione abbia durata “contenuta” per dare spazio anche ai dubbi e alle curiosità del pubblico.

L’acciaio in fumo. L’Ilva di Taranto dal 1945 a oggi
Per anni gli sviluppi del «caso Ilva» hanno occupato le cronache nazionali, per anni si è discusso del destino del siderurgico, costruito a Taranto nei primi anni sessanta e ancora oggi ritenuto «strategico» per il paese. Per anni la fabbrica, grande quasi quanto la città, è stata al centro di uno scontro tra proprietà, sindacati, associazioni ambientaliste, magistratura e politica. Per capire come si è giunti a una delle più gravi crisi industriali e ambientali della storia d’Italia occorre ricostruire il rapporto fra Taranto e il siderurgico partendo dalle sue origini e ripercorrendone l’evoluzione. Pensata come fattore propulsivo per lo sviluppo del paese, e del Mezzogiorno in particolare, l’acciaieria ha assunto da subito una posizione preminente nei confronti del contesto locale. Le trasformazioni innescate dal suo insediamento hanno sollecitato una dialettica intensa: l’impatto economico e ambientale della fabbrica, il modello di sviluppo ad essa legato, la stessa organizzazione del lavoro sono stati messi in discussione da ampi strati della società ionica in nome di un’industrializzazione attenta ai bisogni del territorio. In seguito, la crisi dell’impresa pubblica e la sconfitta del movimento operaio hanno trasformato Taranto in una delle punte avanzate del nuovo corso liberista. Con l’«era Riva» fra lo stabilimento e il contesto circostante si è aperta una cesura. In questo quadro è esplosa l’emergenza degli ultimi anni, che ha assunto la forma di un conflitto fra ambiente e lavoro, fra fabbrica e città. Uno stallo per il quale ancora non si intravede una via d’uscita. Con un’analisi appassionata e ben documentata, Salvatore Romeo ripercorre una vicenda in cui storia economica e storia d’impresa, storia urbana e storia ambientale, storia politica e storia sociale si intrecciano facendo emergere il racconto di una città e della sua interazione con la fabbrica.

L’autore
Salvatore Romeo, dottore di ricerca in Storia economica, è stato borsista presso l’Istituto italiano di studi storici. Ha curato la raccolta di scritti di Alessandro Leogrande su Taranto Dalle macerie. Cronache sul fronte meridionale (Feltrinelli, 2018). Si occupa di storia dell’industria, storia urbana e storia ambientale.

Progetto grafico: Antonio di Summa