Cosa c’è quest’anno al Cinema Teatro Italia?

Una chiacchierata con Danilo Putignano, maschera del Cinema Teatro Italia, è l’occasione per presentarvi la stagione di prosa 2019/20 di Teatro Pubblico Pugliese e Comune di Francavilla

Da qualche anno è il volto del Cinema Teatro Italia per tutti i francavillesi. Danilo Putignano, 29 anni, di professione maschera, è il punto di riferimento per chiunque metta piede nello storico cinema e teatro francavillese (che l’anno scorso ha pianto la scomparsa di Guido Salerno).

La videointervista in apertura di questo articolo è anche l’occasione per raccontarvi la nuova stagione teatrale ospitata dal Cinema Teatro Italia. Come ogni anno, la rassegna rappresenta un appuntamento fisso e imprescindibile per tantissimi francavillesi.

Il cartellone della stagione di prosa 2019/20 di Teatro Pubblico Pugliese e Comune di Francavilla si presenta ricco, con ben sei appuntamenti, e anche piuttosto eterogeneo: come vedremo, si spazia dai grandi classici contemporanei fino alla danza e alla musica, con diversi nomi importanti (da Roberto Sturno e Glauco Mauri fino a Lina Sastri, Pino Strabioli, Daniele Pecci e Mariangela D’Abbraccio, tra gli altri). Il primo spettacolo in programma è Finale di partita, previsto per il 22 novembre (ultimo giorno utile per abbonarsi all’intera stagione).

Prima di presentarvi i sei spettacoli nel dettaglio, vi ricordiamo che per informazioni su abbonamenti, promozioni e costo dei singoli biglietti potete chiamare i numeri 377.4234662 e 328.3520555 oppure andare in sede al Cinema Teatro Italia il giovedì (dalle 18 alle 20).

1. Finale di partita (22 novembre)

di Samuel Beckett
regia: Andrea Baracco
scene e costumi: Marta Crisolini Malatesta
musiche: Giacomo Vezzani
con Glauco Mauri, Roberto Sturno
Elisa di Eusanio, Mauro Mandolini

In una stanza-rifugio post atomico, quattro personaggi giocano una pseudo partita a scacchi (da cui il titolo): sono Hamm, cieco e paralitico, i suoi genitori, Nagg e Nell, due tronchi calati in due contenitori per la spazzatura, e Clov, servitore di Hamm, che non può sedersi mai. Hamm e Clov, per sopravvivere, hanno bisogno l’uno dell’altro: solo Clov può dar da mangiare ad Hamm, e solo Hamm possiede le chiavi della dispensa.

2. Appunti di Viaggio (9 dicembre)

Una biografia in musica
con Filippo D’Allio (chitarra), Gennaro Desiderio (violino), Gianni Minale (fiati), Salvatore Minale (percussioni), Salvatore Piedepalumbo (fisarmonica e tastiere), Luigi Sigillo (contrabbasso)
scritto e diretto da Lina Sastri

Lina Sastri porta in scena un racconto libero e inedito della sua vita artistica. Sulla scena nuda dominata dalla scultura di Pulcinella, creazione preziosa del maestro Alessandro Kokocinski, proiezioni e immagini della lunga carriera dell’artista si alternano a brani musicali e teatrali eseguiti dal vivo. Un viaggio, sempre nuovo, nel teatro, nella musica e nel cinema italiano, attraverso i racconti di vita vissuta, gli incontri indimenticabili con le grandi personalità artistiche del nostro paese (da Eduardo a Patroni Griffi, da Roberto De Simone ad Armando Pugliese), con i poeti e i drammaturghi, gli autori e i registi (come Nanni Moretti, Nanni Loy, Carlo Lizzani, Woody Allen, Giuseppe Tornatore).

3. Serata Romantica (16 gennaio)

coreografie di Michel Fokine, Arthur Saint-Léon, Jean Coralli, Marius Petipa, Jules Perrot, August Bournonville e Fredy Franzutti / musiche di Chopin, Adam, Schneitzhöffers, Minkus, Delibes, Verdi
scene: Francesco Palma / testi di Giacomo Leopardi
con Andrea Sirianni e i solisti del Balletto del Sud
ideazione e regia di Fredy Franzutti

Serata romantica danza, musica e poesia è il titolo dello spettacolo con musiche di Chopin, Adam, Schneitzhöffer, Brahms, Saint-Saens e le poesie di Giacomo Leopardi. Molte sono le qualità che accostano la poetica di Leopardi alle melodie di Chopin e la musica romantica, caratterizzate dal pessimismo degli autori: probabile effetto delle patologie che spesso li affliggevano e sviluppatesi successivamente in un sistema complesso poetico e filosofico. Chopin e Leopardi, ad esempio, nacquero a dodici anni di distanza ma furono coetanei nella morte, giunta per entrambi a soli trentanove anni. E durante la serata i brani più celebri del balletto per antonomasia e del più famoso poeta italiano dell’Ottocento rievocheranno le suggestioni del Romanticismo, di cui furono tra i massimi rappresentanti. Il programma, concepito e diretto da Fredy Franzutti che cura anche alcune coreografie, è un format aperto che permette di realizzare uno spettacolo di danza con diverse formule, dal grande spettacolo con corpo di ballo e orchestra, al raffinato programma per danzatori solisti, attore e pianoforte.

4. Il Sol che ci ha dato alla testa (11 febbraio)

testo: Raffaello Tullo
musiche: autori vari
costumi: Rimbamband, Lucrezia Tritone, Tina Manicone
regia di Raffaello Tullo

Un sassofonista rubato alla banda di paese, un contrabbassista stralunato, un pianista virtuoso, un batterista rompiscatole, un capobanda: la Rimbamband. Cinque musicisti, un po’ suonati, ma straordinari, che incantano, creano, illudono, emozionano, demistificano, provocano, giocano.
E così il reale si fa surreale, l’impossibile diventa possibile, il possibile improbabile, in uno spettacolo che, grazie alla musica, viaggia anche al di là di essa, in una dimensione nuova, inesplorata, e la musica stessa si dilata: si ascolta come fosse un concerto e si guarda come fosse un varietà.
Durante il viaggio si incontrano tanti maestri, da Buscaglione a Carosone e Arigliano (e ci sorprenderemo nel trovarli quanto mai simili a Mozart e Rossini), si scoprono con piacere i suoni della danza, ma soprattutto si vive l’incanto di ritrovare il proprio fanciullo perduto.
Questo è lo spettacolo della Rimbamband, uno spettacolo fuori dai canoni convenzionali, oltre le righe, anzi senza righe, nel quale la sola certezza è che cinque impeccabili suonatori riusciranno ad assurgere a esilaranti suonattori.

5. Un tram che si chiama desiderio (21 febbraio)

di Tennessee Williams
traduzione: Masolino D’amico
con Mariangela D’Abbraccio, Daniele Pecci
e con Angela Ciaburri, Stefano Scandaletti, Gabriele Anagni, Erika Puddu, Massimo Odierna
regia Pier Luigi Pizzi

Il dramma, premio Pulitzer nel ’47, mette per la prima volta l’America davanti allo specchio su temi come omosessualità, sesso, disagio mentale, maschilismo, femminilità, ipocrisia sociale. Il testo è ambientato nella New Orleans degli anni ’40 e narra la storia di Blanche, che dopo il pignoramento della casa di famiglia si trasferisce dalla sorella Stella, sposata con Stanley, un uomo rozzo e volgare di origine polacca. Blanche è alcolizzata, vedova di un marito omosessuale, e cercherà, fallendo, di ricostruire un rapporto salvifico con Mitch, amico di Stanley. Ma il violento conflitto che si innesca fra lei e Stanley porterà Blanche alla pazzia, già latente in lei. La regia dello spettacolo è affidata ad un grande maestro di fama internazionale: Pier Luigi Pizzi, fondatore con Giorgio De Lullo, Romolo Valli e Rossella Falk della “Compagnia dei giovani”.

6. La vacanza (19 marzo)

Alt Academy
di Giovanni Anversa e Marcello Fiorini
con Orsetta De Rossi, Sabrina Knaflitz, Pino Strabioli

La vacanza è uno spazio imprevisto dove tre anime alla deriva – due donne e un uomo – si raccontano e si mettono a nudo. Tre vite spezzate da un abbandono che le ha rese vuote e ripetitive. I tre personaggi si incontrano in un grande cimitero metropolitano: le donne si avvicinano l’una all’altra perché si trovano a coincidere nello stesso dolore di madri che hanno perso un figlio. La loro curiosità le porta verso l’uomo che si trova lì di fronte, sulla tomba del giovane compagno. I personaggi si riconoscono dentro il solco del dolore e si scrutano l’un l’altro chiusi dentro la propria sofferenza, che li avvicina e insieme li allontana. Le parole assumono la forma precisa delle confessioni, dell’intimità tipica dell’amicizia, fino a rompere gli argini, a mostrare i tre protagonisti diversi eppure simili, uguali di fronte alla morte e a ciò che è andato perduto.