Oggi è il 29 novembre 2019, è un Friday for future, e in tutto il mondo si sono tenute manifestazioni per sensibilizzare l’opinione pubblica e i governi sul tema dell’inquinamento e dei cambiamenti climatici. Come in tante altre città italiane, anche a Taranto è stata organizzata una manifestazione. Decido di andarci, volevo un ricordo di questa giornata. Arrivo a Taranto in una macchina con motore diesel e la cosa mi fa sentire a disagio, quasi in colpa. È naturale, il senso comune cambia in questo modo.
Dalla statale il paesaggio è sempre lo stesso: l’ex ILVA sovrasta ogni cosa. La nuova copertura dei parchi minerali amplifica l’effetto, il suo bianco si è già sporcato dopo pochi mesi, sta diventando rosso come tutto il resto. Parcheggio e in lontananza vedo le bandiere, rosse anche quelle, dell’USB (Unione Sindacale di Base). Avanzo fra la folla e tra le bandiere e i sindacalisti inizio a scorgere gli studenti.
Stamattina gli studenti del movimento Fridays for future hanno sfilato al fianco degli operai, o sarebbe meglio dire che gli operai hanno accompagnato gli studenti. Sì, perché in testa al corteo ci sono gli studenti che vogliono vedere l’ex ILVA chiusa e dietro ci sono gli operai che per la prima volta partecipano a un corteo ambientalista e chiedono che il lavoro non sia un ricatto in cambio della salute. A un certo punto, in direzione contraria al corteo, arriva anche Aboubakar Soumahoro con una delegazione dell’USB di Foggia: i braccianti immigrati che combattono il caporalato sono venuti a dare man forte. E poi ci sono tante associazioni, famiglie, tante madri, alcune hanno visto i loro figli morire per colpa della fabbrica.
Il corteo sfila liscio, senza intoppi, la polizia sta a guardare, si compatta solo davanti alla sede cittadina della Lega dove piovono cori contro le politiche salviniane. C’è gente ai balconi, tanti curiosi ai bordi delle strade solidarizzano con la manifestazione. Forse per la prima volta, sembra che questa città sia tutta unita nel chiedere che la vita possa scorrere normale, che si possa andare a lavorare senza paura, che il futuro possa essere anche qui.











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