Foto: Gabriele Fanelli

Il Consigliere Comunale Straniero aggiunto è una figura prevista all’art. 40 dello Statuto Comunale, diretto precipitato del principio di uguaglianza e di non discriminazione sanciti dalla nostra Carta Costituzionale.
Non è la prima volta che a Francavilla si prova ad eleggere questa figura: già nel novembre del 2017 fu nominata una commissione per l’ammissibilità dei referendum cittadini, presieduta dall’attuale sindaco Denuzzo. Nemmeno un mese dopo il governo Bruno sarebbe stato sfiduciato, e nel marasma che ne scaturì la questione fu accantonata.
Con deliberazione del 5 novembre 2018 il consiglio comunale ha dato attuazione all’art. 6 del Regolamento per l’elezione del Consigliere Straniero aggiunto (il cui testo però non è disponibile online), nominando gli scrutatori per la formazione del seggio e predisponendo l’istituzione del seggio elettorale stesso.

Quali sono le prerogative di un consigliere comunale straniero aggiunto? Avrà diritto di parola in sede di consiglio e nelle commissioni permanenti, ma non godrà del diritto di voto né avrà diritto ad alcuna indennità di funzione. Potrà inoltre avanzare proposte che, se ritenute valide, potranno essere messe all’ordine del giorno e discusse in sede consiliare.

Entriamo nel merito dell’elezione appena conclusa. Gli unici a concorrere (e ad essere eletti) sono stati Mohammed Hadef  e Mohamed Keita, due persone apparentemente molto diverse tra loro, ma unite dall’amore per la città. La loro lista, “Con voi per Francavilla”, è stata l’unica ad essersi presentata.
Mohammed Keita ha quasi ventuno anni e viene dalla Guinea; ha vissuto gran parte della sua vita in Costa d’Avorio, prima di attraversare l’Africa e quindi trasferirsi in Italia. Lo abbiamo incontrato per farci raccontare la sua storia.

Da quanto tempo sei in Italia?

Sono in Italia da tre anni e mezzo; sono arrivato qui con tante altre persone, ma ero effettivamente da solo: non conoscevo nessuno. Non c’era nessuno né dei miei amici né della mia famiglia, a parte uno dei miei fratelli. Lui poi è tornato in Guinea per stare vicino alla mamma. Adesso che la capitale si è svuotata, la mamma pure è andata a vivere da un’altra parte.

Come mai ti trovi proprio a Francavilla? È stato un caso o una tua scelta?

Quando sono diventato maggiorenne sono venuto a Francavilla, allo Sprar Baiti. Quando sono arrivato in Italia ero a Taranto, e sono rimasto lì per quasi un mese con altre quarantuno persone. Poi mi hanno trasferito a Lecce con altri dodici ragazzi – non proprio Lecce città, ma in periferia. Siamo rimasti lì otto o nove mesi, e ho avuto modo di imparare l’italiano; quando sono diventato maggiorenne, mi hanno trasferito qua a Francavilla.  

Che lavoro fai?

Lavoro in un’azienda agroalimentare, e mi piace molto.

Ti manca qualcosa della Guinea?

Non sento la mancanza di nulla, a parte la mamma… Mi manca tanto la mamma.  

Ti piace Francavilla? C’è qualche luogo, in particolare, che ti piace frequentare quando non lavori?

Quando sono libero mi piace giocare a calcio con i miei amici. Abbiamo una squadra che ogni venerdì gioca ai campetti sulla via di Ostuni. Mi piace molto.  

C’è qualcosa che non ti piace di Francavilla, e che cambieresti?

Per me… No. Personalmente no. Mi piace Francavilla, perché vivo bene, sto bene. Qui ho il mio gruppo di amici, sono tanti.  

Cosa pensi della carica di consigliere comunale straniero aggiunto?

Mi ha fatto piacere che qualcuno abbia pensato a me, anche perché è la prima volta che ci sono i consiglieri stranieri a Francavilla: è importante, ed è anche un piacere. Questa carica potrà permetterci di diventare un modello di comportamento per tanti ragazzi, che potranno integrarsi di più e con più facilità.
La gente di Francavilla è molto ben disposta verso l’integrazione, soprattutto hanno molto a cuore l’integrazione dei più giovani. Io sono stato accolto bene sin dall’inizio: non mi è mai mancato niente, non sono mai stato vittima di episodi di razzismo. Francavilla è ormai la mia città.