Foto: Gabriele Fanelli

Via Dante, poco prima dell’arco: niente insegna, nessuna indicazione. Se non la conosci non puoi sapere che c’è, anche se è lì dal 1996: è la bottega del barbiere Alfonso Arpa, una delle ultime in città con arredi e postazioni di lavoro decisamente old school. Almeno fino a qualche settimana fa, quando Alfonso ha deciso di risistemare il locale. “Non si tratta di restyling ma di ottimizzazione degli spazi”, ci ha spiegato. “Prima lavoravamo in tre, da un po’ sono da solo e mi basta una sola postazione. Faccio spazio, tutto qua”. Gli chiediamo se fuori arriverà l’insegna, finalmente, visto il cambiamento interno. “No, non amo la pubblicità, e poi non manca molto alla pensione”, sorride.

In effetti, Alfonso è davvero tra i barbieri più noti di Francavilla: è in attività dal 1983, quando la bottega si trovava su corso Garibaldi. “Ed è uno dei migliori”, fa notare un signore in attesa di rasatura e spuntatina al capello longhetto. “Nonché uno dei più simpatici”, aggiunge un altro signore che si sta sottoponendo alle cure di Alfonso, tra una battuta e l’altra sull’ultima giornata di Serie A.

A proposito di pallone: fino a qualche tempo fa i barbieri erano aperti anche di domenica mattina, per chi andava a messa o al campo comunale. Intorno alle 14 si chiudeva per il pranzo e poi di corsa a vedere la partita. Ma se prima di chiudere s’infilava qualche ritardatario, addio, il barbiere rischiava di perdere pranzo e partita.

Un aspetto che colpisce della bottega di Alfonso è che, entrando e ascoltando un aneddoto dopo l’altro, si ha l’impressione di scivolare in un altro mondo, in una Francavilla che apparentemente non esiste più. E che però vive ancora nei ricordi delle persone con cui parliamo. È un’esperienza da provare, decisamente, e che caratterizza molti luoghi francavillesi (soprattutto nel centro storico): se non volete farlo in prima persona – ma ve lo consigliamo – allora ecco un viaggio fotografico nella bottega di Alfonso.