Nelle scorse settimane, Petrolio ha aperto un “sondaggio” online sulle amministrative 2018 di Francavilla Fontana. Il sondaggio consentiva di esprimere una preferenza circa i cinque candidati a sindaco della Città degli Imperiali: Maurizio Bruno, Antonello Denuzzo, Pietro Iurlaro, Giuseppe Ricchiuti e Giovanni Taurisano (non era prevista la possibilità di astenersi). Il link per votare è rimasto online per una settimana: dal 13 al 20 maggio 2018.
Bene, com’è andata?
Tanto per iniziare, potremmo dirvi che abbiamo raggiunto un numero incredibile di votanti: oltre 1200 (grazie a tutti!). Potremmo dirvi che non avremmo mai pensato che il “sondaggio” – ancora tra virgolette – si sarebbe diffuso così tanto, e che avrebbe generato così tante aspettative. Potremmo dirvi pure che i risultati in nostro possesso sono abbastanza sorprendenti, e che il vincitore è…
Ma non vi diremo niente.
Avete capito bene: nonostante il grande successo, non pubblicheremo i risultati del sondaggio. Adesso vi spieghiamo perché, e perché abbiamo messo sondaggio tra virgolette fin qui.
Prima di tutto: avevamo annunciato che se non avessimo raggiunto le fasce di elettorato necessarie a dare valore statistico al sondaggio – lo avevamo promesso in particolare ai cinque candidati, di persona, stringendo mani e tutto il resto – non lo avremmo pubblicato.
Seconda cosa: avevamo assicurato anche che, in caso di inquinamento del voto (ad esempio, persone che votano più volte da più dispositivi), saremmo stati molto cauti nel diffonderne i risultati. L’inquinamento – o meglio i tentativi di inquinamento, dato che li abbiamo sgamati – ci sono stati. Non tantissimi, a dirla tutta: più che adulterare i risultati, ci hanno detto qualcosa del tasso di tifoseria raggiunto in città per le prossime elezioni.
Veniamo allora al primo punto, quello più importante. Per avere dei risultati scientificamente attendibili per un sondaggio che possa dirsi tale (senza virgolette, insomma) non è sufficiente raccogliere tantissimi voti come nel nostro caso: il campione dev’essere rappresentativo della popolazione votante.
Il nostro sondaggio per le amministrative 2018, ad esempio, ha raccolto più del doppio dei voti tra gli uomini, in particolare nella fascia d’età 30-44 (circa il 45%). Oltre ai voti delle donne ci sono mancati quelli degli anziani, che per la verità siamo addirittura andati a prendere di persona, in piazza e all’uscita dalle funzioni religiose: non sono comunque bastati.
E così, una volta chiuso il sondaggio, abbiamo passato diversi giorni a elaborare dati e a chiederci cosa fare, prima di prendere una decisione.
Vedete, è facile fare racconto politico (specie nel corso di una campagna elettorale infuocata come quella di quest’anno) lasciandosi andare al pettegolezzo, alla faciloneria o alla ricerca del clic facile. E sarebbe altrettanto facile, per chi è nel nostro ruolo (e soprattutto all’inizio di una nuova avventura come Petrolio), gettare benzina sul fuoco e starsene a guardare, magari cercando di raccogliere i frutti mediatici (leggi: visualizzazioni e like) di una mossa fatta apposta per far discutere.
Riteniamo però di avere una duplice responsabilità: per prima quella di rispettare la parola data; e poi – di conseguenza – quella di trattare voi lettori da adulti, senza prendervi in giro. Inoltre, se avete letto il manifesto di Petrolio, saprete che stiamo tentando di raccontare le cose in un certo modo, cercando di approfondire, quando possibile, le storie e le vicende cittadine, dunque anche quelle legate alla campagna elettorale. Stiamo cercando di entrare nel merito delle questioni, rendendo più chiari alcuni passaggi, alcune dinamiche che restano oscure per chi, ad esempio, non è abituato a seguire la politica sulle bacheche Facebook dei singoli candidati. Stiamo cercando, insomma, di rendere questa città un posto non certo migliore – non siamo così ambiziosi… – ma certamente più rilassato, in cui all’urlo da fan accaniti si preferisce il ragionamento attorno al bene comune.
Speriamo che la scelta di non pubblicare i risultati del sondaggio di Petrolio, per quanto possa deludere le tante aspettative, possa essere comunque compresa dalla maggior parte di voi lettori e da tutte le persone impegnate in questa lunga campagna elettorale (cui va il nostro in bocca al lupo, a prescindere dal colore politico). Speriamo che questa scelta, soprattutto, possa premiarci nel lungo periodo come linea editoriale.
Ci resta, è vero, il rammarico per il grande sforzo profuso. Volevamo avere il termometro della reale popolarità dei cinque candidati a sindaco di Francavilla, ci ritroviamo invece con un’analisi che si basa sulla partecipazione spontanea tramite internet, senza alcun valore scientifico, e che tuttavia restituisce comunque dei risultati piuttosto inaspettati.
Che non divulgheremo, come promesso.
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