Foto: Gabriele Fanelli

Puntualissimo. Anzi, in anticipo di qualche minuto al nostro appuntamento. Era da qualche tempo che Petrolio voleva incontrare Maurizio Bruno, almeno dallo scorso 28 aprile, quando il governatore della Puglia Michele Emiliano lo ha nominato Presidente del Comitato Permanente della Protezione Civile. Poi, tra zona rossa e tutto quello che ne conseguiva, abbiamo rimandato il nostro incontro. La prima intervista dal vivo dopo un tempo che è sembrato infinito (con le dovute distanze e dispositivi di protezione annessi) ha avuto bisogno di qualche minuto iniziale per togliersi di dosso un po’ di ruggine accumulata in mesi di, seppur piacevoli, dirette social. Abbiamo chiesto a Bruno di parlarci di questo suo nuovo ruolo, di come si sta in Regione da Consigliere e, immancabilmente, abbiamo fatto una chiacchierata su Francavilla.

Sei stato nominato Presidente del Comitato Permanente della Protezione Civile. Che valore ha questa investitura e in cosa consiste il tuo ruolo?

È un valore importantissimo perché è un riconoscimento per i tanti anni di lavoro svolti per la comunità. Quando si fa politica la si fa quasi sempre come volontariato e la Protezione Civile è la parte più bella del volontariato. È una delega del Presidente Emiliano, più che al sottoscritto è un riconoscimento a chi fa la politica dal basso. Tanti anni di sacrificio sono stati riconosciuti. È una delega importante perché la Protezione Civile soprattutto in questo momento è impegnata a risolvere il problema più grosso, il Covid. Il Comitato Permanente fa partecipare vari attori, impegnati a prevenire le tante criticità che possono esserci. Dalle Prefetture all’Arif, le città metropolitane e le Forze Armate, i Vigili del Fuoco. Tutti soggetti che insieme coordinano il lavoro della Protezione Civile. E io coordino gli interventi di questi attori.

Pensi che la gente sia delusa dalle aspettative riposte nel duo Emiliano – Lopalco alla luce di quello che è accaduto in Puglia sui vaccini?

Sicuramente la programmazione non è stata delle migliori, bisogna riconoscerlo. È la prima volta che ci siamo trovati di fronte a una situazione del genere, ma il problema principale è stata la mancanza di vaccini per la Puglia. E poi, la questione legata ad AstraZeneca: molti cittadini, intimoriti da quello che veniva detto dagli organi di informazione e da alcuni medici, hanno rifiutato il vaccino e questo ha portato non poche difficoltà nella programmazione. A mio parere è mancato il coinvolgimento sin dall’inizio dei medici di base. Poi però bisogna dare atto che, superato un primo momento di difficoltà, la Puglia è stata la terza regione a consumare i vaccini arrivati.

Hai una lunghissima esperienza amministrativa sia a livello comunale, poi provinciale e adesso regionale. Quale tra i ruoli che hai rivestito ti ha consentito di essere più incisivo?

Penso quando ho fatto il Consigliere Comunale di opposizione. I primi risultati li ho ottenuti proprio da consigliere, quando in breve tempo riuscivo a dare risposte al cittadino. Ho fatto tutta la trafila, partendo da semplice iscritto al partito. La politica è volontà e passione. Anche quella come Primo Cittadino è stata una bella esperienza, dopo tanti anni di centrodestra alla guida della città. Ricordo ancora i festeggiamenti a Castello Imperiali, credo sia un’emozione irripetibile. Fu un consenso di liberazione. L’elezione a Consigliere Regionale è stata una grande soddisfazione, con oltre 3400 preferenze. È stato un riconoscimento importante soprattutto da parte della mia città, dopo la sconfitta nelle ultime amministrative.

Tantissima esperienza a livello politico: dal PC al PDS, dal DS al PD. Come si può ridare forza al PD in questo momento?

Non ho mai cambiato partito, sono stato sempre coerente. Prima il PC, poi il PDS, DS e PD, sono sempre stato legato ai valori della sinistra. Credo si debba rinascere proprio da quei valori principali, come il rapporto con i cittadini. È il rapporto diretto che ti fa comprendere i reali problemi. Se manca questo è difficile costruire qualcosa. Letta deve avere questa capacità. Per me non è un caso che nel tempo si siano persi i voti dei lavoratori, dei disoccupati, degli insegnanti, della classe media. Dobbiamo recuperare quell’elettorato partendo dal confronto.

In cosa sei cambiato dagli inizi a oggi?

Nella capacità di ascolto e moderazione. Prima non ero così, credevo che la sinistra avesse sempre ragione su tutto. Invece a volte c’è bisogno di fermarsi, fare passi indietro. Chi si reputa di sinistra ma non guarda a 360° non fa molta strada. Bisogna essere elastici, è cambiata la gente che ci vota.

Cosa non ha funzionato durante le ultime amministrative?

La gente voleva il nuovo, il cambiamento, anche in linea con il trend 5 Stelle. E poi fra primo e secondo turno ho perso la squadra. Qualcuno che voleva fare l’assessore e non era stato inserito nell’ipotetica squadra assessorile di sicuro non ha più remato dalla mia parte. Gli errori si fanno però e li fa solo chi lavora. Sono certo comunque di aver perso a testa alta. La campagna elettorale del mio avversario è stata condotta bene comunque, io ero rappresentato come l’uomo di Renzi. Al ballottaggio poi si è sottovalutato il distacco che poteva esserci. Ad esempio mia figlia al primo turno ha votato, al secondo è rimasta a Milano a studiare. Per le regionali le ho detto di tornare (ride). Ma va bene così, quando il voto è democratico è giusto e bisogna rispettarlo.

E fra due anni che fai?

Fra due anni darò una mano al candidato sindaco o sindaca che possa rappresentare la tradizione del centrosinistra. Non ho nulla contro l’attuale Sindaco, ma sono amareggiato perché in questi anni ha incontrato tutte le forze politiche tranne che il PD, nonostante una richiesta formale di ormai tre anni fa. La cosa mi rattrista molto, perché i rapporti si costruiscono. Penso che oggi un’ipotesi di avvicinamento sia molto lontana. Comunque, c’è qualcuno che ha espresso la volontà di candidarsi. Sceglierà il PD ovviamente, e io sosterrò quel nome.

Ci sono temi che condividi con l’attuale amministrazione?

Alcuni temi sono molto interessanti. Quello della mobilità sostenibile per esempio. Riconosco che è un tema che non è stato preso in considerazione dalla mia amministrazione, invece è molto importante. Anche se bisogna tenere conto sempre della città stessa, tante idee innovative ti fanno scontrare con la dura realtà del cittadino. Chi utilizza davvero la bici? Quali sono le condizioni delle strade? Sono temi importanti, bisogna discuterne insieme e trovare la soluzione migliore.

Può essere che il cambiamento cercato dagli elettori in Bruno nel 2014 lo abbiano continuato a cercare in Denuzzo nel 2018?

Sì, certo. E ho capito una cosa dalle due esperienze, la mia e quella di Denuzzo: che per vincere le elezioni puoi fare alleanze variegate. Ma poi bisogna governare, e non ne hai la possibilità. Ecco perché spero si possa arrivare a un’esperienza seria del centrosinistra. Ma per farlo ci si può sedere a un tavolo? Ho atteso una forma di interlocuzione con l’amministrazione che non c’è stata. Spero che il prossimo Sindaco, magari lo stesso Denuzzo, sia del centrosinistra e che metta da parte i personalismi. Il mio sogno è che le ultime due esperienze amministrative possano servire perché a Francavilla si abbia una vera esperienza di centrosinistra.

Quanto influisce Facebook sul consenso che hai?

Molto, ho vinto la campagna elettorale grazie a Facebook, non avendo grosse risorse economiche. All’epoca è stata la mia fortuna, ma anche adesso lo è. Ricordo di essere stato tra i primi sindaci a investire in un addetto stampa, proprio perché riconosco l’importanza di questa figura. Da quella esperienza, tanti comuni hanno cominciato a fare questa scelta. Anche in Regione adesso ogni Consigliere ha un budget che può utilizzare per un addetto stampa.

Ultima domanda: quanto tempo dedichi ai social al giorno?

Abbastanza, anche troppo. È una delle lotte con mia moglie (ride). Ma non ce la faccio a fare diversamente, se qualcuno mi chiede qualcosa devo rispondere. Mi sento male se non lo faccio.

SOSTIENI PETROLIO!

Petrolio Magazine è fatto con dedizione, su base volontaria, dai soci dell’associazione Petrolio Hub. Non è un progetto a scopo di lucro, ma se ti piace il nostro lavoro e vuoi che continui, ti chiediamo di sostenerci con una donazione. Grande o piccola, ci farà decisamente felici: è bello sapere che quello che fai è importante per qualcuno. Grazie!