Giovanni Fanelli, titolare di

Raggiungiamo Giovanni Fanelli nel tardo pomeriggio dell’ultima domenica di agosto. Nel quartiere San Lorenzo, periferia dove Giovanni vive e svolge l’attività di “paninaro”, da qualche anno il suo furgoncino attira decine di amanti dello street food sino a dopo la mezzanotte. A renderlo unico nei dintorni è l’uso della brace nella cottura delle carni. Ogni sera Giovanni è indaffarato e accaldato nel governarla, orchestra il via vai degli spiedi e alimenta assiduamente il fuoco con la legna riposta nel cassone di un Ape Piaggio parcheggiato lì di fronte. Gli avventori più pazienti attendono l’arrosto disposti in un cerchio d’attenzione intorno al fuoco, scansano il fumo, alcuni sorseggiano una Dreher o una Raffo, altri non perdono tempo e si affrettano a montare i tavolini in plastica che Giovanni mette gratuitamente a disposizione, assieme a sedie e tovagliette di carta, per chi desidera accomodarsi sul marciapiedi alle spalle del furgoncino. L’attività di Eden, il paradiso del panino è diventata familiare per chi frequenta viale Abbadessa di sera e per chi viene “da Francavilla” o da paesi vicini. Giovanni ha voglia di fare, te ne accorgi subito da come si muove energico dietro al bancone nonostante la temperatura infernale della brace. Lo intervistiamo nel suo ultimo giorno di lavoro estivo: questa notte appenderà il cartello “chiuso per ferie” sul tronco dell’albero più vicino al consueto luogo di sosta, e arrivederci a metà settembre.

Giovanni, metti un po’ da parte legna e diavolina e lasciati intervistare per qualche minuto. Quando hai aperto questa attività?

Il primo maggio del 2015, sono già trascorsi tre anni. Prima ero un operaio, “rottamaio”: sono rimasto senza lavoro e ho dovuto inventarmi questo mestiere.

Ci racconti degli inizi e dei primi ostacoli da superare?

Non è stato facile, ho lavorato molto e piano piano sono arrivati i primi risultati, adesso davvero ottimi. All’inizio la difficoltà maggiore è stata far venire persone nuove in questo quartiere, farle avvicinare e farci conoscere. Soprattutto farle venire da Francavilla non è stato facile.

Ricordo anche un furgoncino diverso nei primi tempi, forse mi sbaglio.

In realtà è sempre stato lo stesso furgoncino. L’ho acquistato seminuovo grazie a un prestito in banca. Dopo qualche mese l’ho rinnovato: prima c’erano altre grafiche, una mucca.

La mucca della copertina di Atom Heart Mother dei Pink Floyd!

Sì, proprio quella mucca lì. E c’era anche la copertina di un altro disco famoso. Ho dipinto tutto e ribattezzato il furgoncino Eden, il paradiso del panino.

Con l’introduzione della brace, ecco la novità. Questa griglia è un tuo progetto?

L’abbiamo ideata io e un altro ragazzo, c’è un meccanismo che fa ruotare automaticamente gli spiedi. L’ho ampliata quest’anno per velocizzare il servizio.

Tre anni fa hai anche scommesso che questa attività potesse funzionare proprio qui in periferia, nel quartiere San Lorenzo: un santo, poi, che di brace se ne intende e che nel tuo successo ci avrà messo la zampina…

Ti dico la verità, nessuno credeva nel quartiere San Lorenzo. Nessuno. Io ci sono cresciuto e ho creduto nelle sue potenzialità. Adesso sto lavorando bene non soltanto con San Lorenzo ma anche con Francavilla e con i clienti forestieri. Quelli del centro vengono qui, come pure da Ceglie, San Vito, Oria, Manduria, San Michele, Taranto e San Giorgio Jonico. Vengono qui a mangiare la mia carne arrosto. Offriamo un servizio serio, pulito, carne cotta al punto giusto e prezzi bassi. E poi mettiamo a disposizione i tavolini da montare, chi vuole può prenderli e accomodarsi sul grande marciapiedi qui dietro: non ci paghiamo il coperto.

C’è stato un giorno in cui hai visto talmente tanta gente da pensare “ce l’ho fatta”?

Quest’anno, ogni sera. Questa estate l’abbiamo fatta alla grande. Sono riuscito a servire quasi duecento clienti a serata. Sono soddisfatto, mi sento realizzato, ci ho creduto sino alla fine. Oggi riesco a dare lavoro anche ad altre persone.

Il tuo lavoro sembra molto impegnativo: la famiglia è presente, ti dà una mano?

Sì, è un grande impegno, siamo tutti qui a lavoro. Io alla brace – e d’estate fa caldissimo -, mia moglie dietro al bancone e poi altri tre operai. Anche mio figlio è coinvolto. Lavoriamo tutti con passione. Siamo qui dalle 18:30 e a volte stacchiamo oltre l’una di notte. Andando via lasciamo sempre tutto pulito, strada e marciapiedi. Ci tengo al quartiere, ci sono cresciuto.

Questo punto di viale Abbadessa dove sostare lo hai scelto tu? In base a quali criteri?

L’ho scelto io perché è un bel punto, c’è un grande marciapiedi e spazio per parcheggiare lungo la strada. Poi sono a una certa distanza dalle abitazioni e quindi mi hanno dato licenza per utilizzare la brace. Qualcuno si sta lamentando per il fumo che arriva sino ai palazzi vicini. Se il Comune mi concede l’aiuola di fronte, alzo la canna fumaria più in alto e non si vedrà più fumo.

Certo, l’aiuola qui di fronte è molto grande e spesso trascurata: come pensi ti possa essere utile?

Ho un’idea: realizzare un chiosco fisso. E vorrei utilizzare proprio questo spazio di fronte, recuperandolo e recintandolo. Ci monterei anche delle giostrine per bambini. E poi un bancone macelleria, tavolini e sedute. E se piove non resto a casa e lavoro comunque, installando dei gazebo. Farei anche tavola calda a mezzogiorno, magari proponendo il panino con il polipo arrosto, a Francavilla nessuno lo fa. La proposta che faccio alla nuova Amministrazione è affidarmi questa aiuola, almeno per quindici anni così da mettere in sicurezza il mio investimento. Per crescere ancora, con le persone del quartiere, con Francavilla e con i forestieri. In altre città, come Manduria e San Giorgio Jonico, spazi pubblici del genere sono stati concessi. E poi una riflessione: di 45mila abitanti che eravamo a Francavilla, oggi siamo diecimila in meno. I giovani vanno via da questa città per cercare lavoro altrove. Diamo spazio alle attività economiche che possono creare occupazione. Spero che il nuovo Sindaco accetti.

Non hai mai pensato di chiedere invece quella struttura vuota nello skate park più avanti su viale Abbadessa?

Ti dico la verità, ci ho pensato ma lì vicino ci sono una pizzeria e un bar, e io li rispetto. Non voglio fare concorrenza ad altre attività del quartiere. Ho scelto di stare qui invece perché sono più distante, è un posto di passaggio e guarda quanto parcheggio c’è!

Certo, con la tua presenza hai animato questo tratto di viale Abbadessa, come ha fatto anche la pizzeria più in fondo…

Per me abbiamo il quartiere più bello di Francavilla. Non tutti sono d’accordo, ma a me piace moltissimo. Abbiamo tutto. Forse un po’ di pulizia in più, un po’ di sicurezza in più.

E tu ti senti sicuro? Per alcuni l’idea di questo quartiere continua a rimandare a problemi di criminalità, anche spicciola.

Io mi sento sicuro. Oggi non ci sono più problemi di criminalità, è tutto tranquillo. E dovremmo portare più iniziative qui. Un’altra cosa che chiedo all’Amministrazione per il prossimo anno è la realizzazione di un cartellone di eventi per il quartiere San Lorenzo: penso alla sagra della salsiccia e della bombetta, mi propongo per dare una mano.

Se Giovanni dovesse venire qui a mangiare un panino, quale sceglierebbe?

Il panino della casa, lo “special”: salsiccia, bombette e capocollo. Il panino che ho inventato io, il più venduto da quando ho aperto, a soli quattro euro: prezzo, qualità e bontà. I prezzi sono giusti, bisogna mettersi nei panni dei ragazzi, non tutti hanno soldi in tasca da spendere. Con cinque euro riescono a mangiare un panino e a bere una birra. E mangiano qualcosa di buono, seleziono le carni personalmente ritirandole da una ditta di San Giorgio Jonico. Salsiccia, bombette, tagliata, fegatini, costine, bistecche, pancetta, capocollo, hamburger, panini e vaschette di arrosto: c’è una grande scelta.

L’idea di tenere i prezzi bassi è dovuta al fatto di operare in un quartiere comunque popolare?

No, è proprio la mia politica: lavorare per la giornata. Mi accontento dello stipendio. E poi la qualità. I clienti sanno che qui trovano non il panino con la carne, ma la carne con il panino.

E ci prometti che non ti monterai la testa aumentando i prezzi?

Non esiste, resterà tutto così! Ringrazio di cuore tutta Francavilla perché ha creduto in Giovanni e in questo quartiere. Non era facile e scontato.