statua bacco brindisi maff
Foto: Gabriele Fanelli

Difficile dimenticare il giorno dell’inaugurazione del MAFF. Era il 27 novembre del 2017, fuori da Castello Imperiali c’era già aria di festa per via dei mercatini di Natale. All’interno però l’atmosfera era più di trasognata, solenne incredulità: dopo anni di progettazione e attesa sotto la guida attenta dell’assessore Enzo Garganese, ecco finalmente il museo aperto al pubblico. E che museo: centinaia di curiosi si guardavano intorno nelle sale del MAFF, perdendosi tra vetrine, reperti e display, sorpresi che una cosa così bella e preziosa potesse accadere proprio a Francavilla.

Da allora il MAFF ne ha fatta di strada, come ci hanno raccontato Christian Napolitano e Arturo Clavica della Cooperativa Impact, ente gestore museo per conto dell’amministrazione comunale di Francavilla. È vero, i francavillesi si stupiscono ancora dell’esistenza del MAFF, e quando ci vengono rimangono sempre a bocca aperta.

Ovviamente il museo accoglie anche persone da tutta Italia e Europa. Visitatori e turisti sono andati aumentando progressivamente in questi due anni. Arturo mi racconta della visita di due fratelli francesi di origine francavillese. “Parlavano solo francese e dialetto” sorride, poi insieme a Christian spiega che Impact sta cercando di sviluppare il MAFF come un vero e proprio contenitore culturale, fortemente orientato al futuro di tutto il territorio – dato che non si limita a raccontare la storia della Città degli Imperiali, abbracciando invece quella di tutta la piana di Brindisi.

Nelle intenzioni di Impact c’è l’idea di aprire maggiormente il museo alla città, moltiplicando le occasioni d’incontro al di là della semplice visita guidata. “Ci piacerebbe che il MAFF diventasse un laboratorio e una fucina culturale, un interlocutore per famiglie, giovani e imprenditori” spiegano Christian e Arturo. “Negli anni abbiamo lavorato molto sui laboratori didattici, adesso proseguiremo con presentazioni di libri e spettacoli teatrali e musicali. Ma porteremo anche il museo fuori, in piazza – con degli aperitivi a tema e visite a laboratori artigianali – e in giro nelle tante masserie del circondario. Il MAFF deve iniziare già nel centro storico e rapportarsi con tutta la città, campagna inclusa”.

“Questo” proseguono gli archeologi, “non solo per rafforzare il rapporto identitario tra francavillesi e MAFF, ma anche per superare le criticità che pure abbiamo riscontrato in questi due anni”. Gli chiedo quali, ma immagino già a cosa stanno pensando: i flussi turistici ancora discontinui su Francavilla, motivo per cui il settore qui da noi soffre un po’ rispetto ad altre zone pugliesi. “Bisogna fare uno sforzo e stanziare più risorse per il museo. D’estate dovrebbe essere aperto e visitabile sette giorni su sette. Sarebbe bello, oltre che necessario, poter accogliere i turisti a qualsiasi ora, come in qualsiasi altra città”.

Sicuramente il MAFF – come la biblioteca comunale, destinataria di un finanziamento di 1 milione di euro, e più in generale le scuole – rappresenta una delle eccellenze di una città come Francavilla. In una regione che anno dopo anno conferma la sua vocazione turistica, il nostro museo è un punto di partenza per un salto di qualità. Resta da capire quanto istituzioni, imprenditori e cittadini vorranno credere in questo salto. Noi, intanto, vi portiamo a fare un giro al museo col video che segue.

(Foto: Gabriele Fanelli. Video: Riccardo Ruggiero)