Partita a calcetto del venerdì sera. Andati ormai da un pezzo gli anni da liceale, anni di abbondanza in cui bisognava lasciare qualcuno a casa perché quattordici persone si raggiungevano nel classico batter d’occhi, per un over-trentenne organizzare una partita cinque contro cinque diventa quasi un lavoro. Tutto comincia almeno il lunedì precedente: i primi messaggi agli amici di sempre, ma tra figli e feste di compleanno, turni di lavoro e “alle 22 faci friddu”, siamo appena in due. La rincorsa disperata alle restanti otto pedine continua con gruppi Whatsapp, ricerche nella rubrica del telefono, passaparola, fino all’ultimo tentativo: il post su Facebook. È venerdì, sembra incredibile ma siamo in nove. Ne manca solo uno. C’è già un portiere, per cui dobbiamo cercarne un altro altrimenti le squadre sono squilibrate. Sì, se ve lo state chiedendo le dinamiche per un trentenne sono identiche a quelle di un liceale. L’importante è divertirsi, stare insieme, passare quell’oretta facendo sport, alla fine sono tutte balle. Si deve vincere, o perdere ma almeno con le stesse carte in tavola. È venerdì sera. Il secondo portiere non si è trovato, non si gioca. Ma grazie a Petrolio, ho la soluzione fra le mani. Meglio, fra i guanti.

Dovrò solo considerare i suoi impegni, avvisarla con qualche settimana di anticipo. Ma ho trovato il portiere. Gioca a futsal (calcio a cinque), è di Francavilla, ma soprattutto… è il portiere della nazionale femminile.

Ciao. Vuoi presentarti alle amiche e agli amici di Petrolio?

Ciao Petrolio, innanzitutto ti ringrazio dell’ospitalità. Sono Marika Mascia e gioco a futsal come portiere.

Da dove nasce questa passione?

Non so rispondere con precisione. Nella mia famiglia non conoscono neanche le regole del calcio, quindi non c’è nulla di radicato. Non saprei davvero, è stato qualcosa che è nato senza che me ne accorgessi.

Se ti dico Angelo Passaro, faccio bene a inserirlo fra i tuoi primi maestri?

Angelo Passaro non è solo uno dei primi maestri, lui è il maestro. Un tecnico con conoscenze assolute e un uomo unico per la sua educazione e per i suoi modi di comunicare con gli allievi.

Ma a Francavilla si gioca a futsal?

Non mi trovi molto preparata su questa domanda, anche se credo che qualche squadra di futsal maschile sia nata di recente. Purtroppo sono andata via da Francavilla molti anni fa per seguire questa mia passione…

Ecco, ci racconti un po’ la tua carriera?

La mia carriera è cominciata nei campi sterrati della Serie C di calcio a 11, poi ho fatto la Serie B fino alla A2. Ma la porta così grande non mi ha mai fatto impazzire, perciò ho deciso di passare al futsal sposando il progetto dell’Isef Napoli. Poi sono stata a Pescara, a San Benedetto del Tronto, alla Ternana e adesso sono al Cagliari.

Tre scudetti nel tuo palmarès, e anche la nazionale. Qual è l’emozione più grande che hai vissuto?

Per uno sportivo l’emozione più grande è senza dubbio alzare un trofeo, e il primo non si scorda mai. È il momento in cui ti rendi conto che il lavoro paga. Ma la nazionale… quella maglia sulla pelle è sempre una grandissima emozione.

Dopo aver vinto lo scudetto con la Ternana, qualche mese fa, sei passata al Cagliari. Come mai?

Lasciare la Ternana è stata una scelta razionale e non di cuore. Ci sono stati dei problemi societari molto importanti e non c’erano più i presupposti perché potessi difendere quello che io e le mie compagne avevamo conquistato insieme sul campo.

C’è qualcosa che ti manca di Francavilla?

Ovviamente mi manca la mia famiglia, gli amici di sempre…

Scopriamo che sei stata in nomination per il Pallone d’Oro di categoria nel 2018. Cioè, sei uno dei portieri più forti del mondo… e sei di Francavilla!

Ti racconto un episodio simpatico su questa cosa. Quando è uscita la notizia ed effettivamente il mio nome era proprio in classifica, mi ha chiamata il mio procuratore per sapere cosa ne pensassi. La mia risposta è stata netta: avranno sbagliato! (ride)

Anche modesto il nostro portierone. Allora, il calcio a 11 femminile sta acquisendo un po’ di visibilità rispetto agli anni scorsi. E il futsal?

Purtroppo non è seguito allo stesso modo, almeno in Italia ha meno visibilità. Il calcio a 11 femminile è gestito sempre dai grandi club della Serie A maschile (alcune piattaforme tv mandano in onda la Serie A femminile, e lo stesso Fifa19 consente di giocare con le nazionali femminili, ndr). Ci sono alcune nazioni in cui il futsal è molto seguito, come Spagna, Brasile, Portogallo. Credo che sia questione di cultura del gioco.

Credi che i colleghi uomini, e in generale il pubblico, pensino che il calcio femminile sia inferiore?

Per quanto mi riguarda ho avuto per molti anni la fortuna di lavorare con uomini intelligenti e allo stesso tempo veri fenomeni come Stefano Mammarella, tre volte miglior portiere al mondo, che non mi hanno mai fatto vivere pregiudizi negativi. Anzi, al contrario ho sempre visto entusiasmo intorno al nostro movimento, anche perché nonostante le mille difficoltà lavoriamo con professionalità e dedizione.

I portieri di futsal più forti? Due nomi, uno femminile e uno maschile.

Nel futsal ci sono ottimi portieri, anche italiani. Per quanto riguarda gli uomini il numero uno è assolutamente Stefano Mammarella, ripeto. Per le donne non mi espongo, perché noi donne siamo permalose (ride).

Cosa fai prima e dopo le partite?

Un mio amico mi diceva che il calcio è fatto all’80% di scaramanzia. Prima delle partite non faccio nulla di strano, ma sempre le stesse cose. Dopo le partite stacco completamente con il calcio. La cosa migliore è sempre una birra con gli amici.

Cosa fai quando torni a Francavilla?

Torno davvero poco e quando sono lì il tempo non è mai abbastanza. Ecco perché cerco di passare più tempo possibile con la mia famiglia.

Ma se facciamo una squadra di Petrolio, vuoi stare fra i pali?

Se mi convocate, con immenso piacere.

E adesso, provate a segnare!