seggio elettorale francavilla fontana

1. Ma davvero a Campomarino non c’è il seggio?! Guardando al primo turno delle Elezioni Amministrative 2014, più di mille francavillesi hanno deciso di approfittare della domenica di sole per impanarsi e dorarsi sulla sabbia jonica. I votanti scendono da 23.452 a 22.210, pari in percentuale ad un calo dal 76,02% al 71,95%.

2. “Vi voglio bene”. Il Sindaco Maurizio Bruno lo avrà ripetuto 8.049 volte fra domenica notte e le prime luci di lunedì: tante sono state le preferenze raccolte dalle liste a sostegno, per una percentuale finale pari al 37,23%. Nonostante la diaspora delle forze di sinistra e della civica Noi ci siamo, il risultato può dirsi lusinghiero e aumenta di 1.580 voti il numero delle preferenze raccolte nel primo turno 2014, grazie all’apporto delle liste centriste di Galiano, allora avverse, e di due civiche. Tuttavia il candidato Bruno non sfonda la soglia psicologica del 40% o addirittura quella vittoria a primo turno più volte vaticinata durante i comizi.

3. L’Invincibile Armata. Definita pressappoco così durante un comizio di Galiano, e probabilmente senza alcun riferimento volontario alla storia sfigata della flotta di Filippo II di Spagna, la coalizione di Bruno si piazza in alto e resta a guardare la lotta per il secondo posto. Ma forse un’occhiata sarà stata rivolta anche verso il PD: pur nella soddisfazione del buon risultato di coalizione, il partito di Bruno scende dai 3.594 voti (16,44%) del 2014 fermandosi a 2.433 voti (11,75%). Oltre mille voti in meno, subito rimpiazzati dal risultato positivo delle liste civiche a sostegno del candidato Sindaco. Il calo di preferenze si percepisce anche dalla diminuzione del consenso per alcuni big: il più suffragato, l’ex assessore Nicola Cavallo, raccoglie 273 voti rispetto ai 456 del 2014. L’ex segretario e capogruppo Marcello Cafueri dimezza le preferenze (da 315 a 167) e subisce un calo anche il segretario in carica, Fabio Zecchino. Aumentano invece sensibilmente alcuni ex consiglieri come Alfonso Andriulo, Giovanni Taurisano, Alessandra Latartara. Anche l’ex vice Sindaco dell’Amministrazione sfiduciata lo scorso novembre, Luigi Galiano, era in partita con alcune liste civiche a sostegno di Maurizio Bruno: sarà stata molta la soddisfazione per il primo posto in coalizione di una di queste, Popolare al centro (2.733 voti con il 13,20%), nonostante la sfida interna si sia conclusa con il sorpasso di Giacomo Gallone (559 preferenze), ex consigliere di Forza Italia ed ex oppositore che sfiduciò Bruno a novembre, ai danni dello stesso Galiano (513). Certo è che oggi Galiano ha un peso molto più rilevante in coalizione e potrà farlo valere nelle scelte future.

Il risultato del primo turno delle Amministrative 2018
Il risultato del primo turno delle Amministrative 2018

4. Presto, chiamate un dottore! Nonostante le incontestabili doti empatiche, il dottore Giovanni Taurisano non riesce ad affascinare l’elettorato francavillese, rendendosi involontario protagonista della storica débâcle (23,20% totale) di un centrodestra tornato unito sotto le ali dell’ex Senatore Uccio Curto e dell’attuale Senatore Gino Vitali. “Certi amori non finiscono”, citava Gino dal palco di un comizio alludendo al ritrovato feeling con il vecchio compagno Uccio: ma ad un amore che rinasce, a volte corrisponde un amore che muore. I francavillesi non si sentono più coinvolti e si guardano intorno. Priva di alcuni pezzi da novanta, Forza Italia — come alcune Cassandre già pronosticavano — dimezza i voti di lista, crollando all’11,67% da un sostanzioso 24,08% del 2014: un’emorragia di 2.846 preferenze che sembra segnare definitivamente la caduta dei giganti del consenso strapaesano. Di scarso interesse è il risultato del segretario cittadino Luca Mangia (60 preferenze) e a poco serve l’aumento dei voti personali di Antonio Andrisano (da 466 a 519), se l’intera coalizione non ottiene il ballottaggio per duecento umanissimi voti, molti dei quali evaporati al disgiunto.

5. Benvenuto fra i comuni mortali. Euprepio (detto Uccio) Curto, voti 399. Tanti, tantissimi, ma che dire delle 678 preferenze raccolte nel 2014 e dei torrenti di consenso passati sotto i ponti dei bei tempi andati? La creatura di Curto, Progetto per l’Italia, rovina ad una percentuale inedita per lo storico spessore elettorale del suo leader: meno mille voti, da 2.076 (9,50%) a 1.191 (5,75%), frutto anche dell’esodo di portatori sani di preferenze da Progetto per l’Italia alla civica Idea per Francavilla di Domenico Attanasi.

Elezioni Amministrative 2018 - foto di Gabriele Fanelli
Elezioni Amministrative 2018 – foto di Gabriele Fanelli

6. Chissà, chissà domani. Ma già l’altro ieri l’outsider Antonello Denuzzo, avvocato e docente universitario, alla sua prima comparsa sulla scena politica francavillese ha ottenuto un consenso inatteso, strappando il ballottaggio a Taurisano in una nottata combattuta voto su voto. Centonovantadue faticosissime preferenze che hanno sancito il divario sottile ma irrecuperabile tra un’inedita coalizione di sole tre liste civiche dal sapore estemporaneo e un centrodestra dato sulla carta dello storico elettorale come macchina macina-voti incapace di pietà. 5.208 preferenze totali, corrispondenti al 24,09% con 872 rotondissimi voti disgiunti a favore (da pesare, approfondire, analizzare), fanno oggi di Denuzzo un competitor difficilmente decifrabile per il Sindaco uscente Maurizio Bruno. In apparenza un Davide contro Golia, e Bruno per primo  sa quanto la fionda del sentimento popolare in libera uscita possa fare anche molto male.

7. Mi coaliçion es tu coaliçion. A trebbiare consensi per Denuzzo ci pensa la lista civica Idea per Francavilla (2.196 preferenze, per 10,60%, contro le 856 del 2014), il cui ingresso rumoroso nella coalizione de “La Città Futura” aveva provocato a febbraio scorso la fuoriuscita di Rifondazione Comunista. Fra le ragioni, la corsa a Sindaco con una coalizione di centrodestra che il socio di maggioranza di Idea, Domenico Attanasi, aveva tentato nel 2014. E qualcuno lo avrebbe visto bene anche come attuale candidato di quella stessa parte. Ma le vicende prendono una piega diversa e Idea per Francavilla oggi ha la sorte di condividere lo stesso percorso delle nuovissime civiche Libera Francavilla e Articolo 9, che in questo turno elettorale collezionano rispettivamente il 4,62% ed il 5,70%. La coalizione totalizza 4.336 preferenze, ma il valore aggiunto (o disgiunto) è il candidato Denuzzo.

8. Le stelle sono tante? Due mancate promesse si aggirano per la notte elettorale francavillese: il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Ricchiuti e la coalizione Più Francavilla dell’ex Senatore Pietro Iurlaro. Nonostante l’exploit registrato nelle elezioni politiche del recente 4 marzo scorso — parliamo di 8.996 preferenze per il collegio uninominale nella sola città degli Imperiali – i grillini in versione “Amministrative” segnano il passo: 1.480 voti per un 7,14%, poco più di quanto realizzato nel 2014, 1.094 voti e il 5,0%. Per carità, bene per una sola lista spontanea e priva di potenti mezzi, ma non benissimo visto il trend nazionale e il dato della città di Brindisi, dove i 5 stelle mancano il ballottaggio per un soffio.

9. Non ci siamo. Altra vicenda è quella dell’ex Senatore Pietro Iurlaro, tanta esperienza sul campo, quattro liste al seguito, la civica Noi ci siamo che rompe con Bruno e passa di qua, un occhio strizzato verso il passato della Democrazia Cristiana e un altro rivolto verso il presente della Lega di Salvini. E mettiamoci pure le comprovate skill in tenuta del palco e disponibilità all’ascolto. Ma i francavillesi probabilmente non hanno capito e riservano a Piero – come lui chiede di farsi chiamare – 1.435 preferenze ed un 6,63%. Sarà stato un abbaglio, forse, chissà.

10. Zero a zero, palla al centro. Da questo lunedì il ballottaggio ha appianato ogni differenza di consenso fra le coalizioni, riavvolto il nastro alla partenza. Vedremo uno di fronte all’altro i candidati a Sindaco Antonello Denuzzo e Maurizio Bruno, le loro idee, le truppe in campo, in un turno secco: o dentro o fuori. Bruno conosce bene il brivido della vittoria che si rincorre e ottiene da sfavorito. L’ha provato il 9 giugno 2014, quando il voto del ballottaggio, svincolato da logiche di appartenenza, sconfisse il moloch del centrodestra, accidentalmente interpretato dal medico Sgura. Fu una impietosa lapidazione antisistema di “bruno bruno bruno”, a rimbombare per i seggi della città. Oggi i ruoli potrebbero essere  invertiti, ma sarebbe un errore semplificare assegnando pedissequamente ai protagonisti le stesse parti in copione.

 

 

 

SOSTIENI PETROLIO!

Petrolio Magazine è fatto con dedizione, su base volontaria, dai soci dell’associazione Petrolio Hub. Non è un progetto a scopo di lucro, ma se ti piace il nostro lavoro e vuoi che continui, ti chiediamo di sostenerci con una donazione. Grande o piccola, ci farà decisamente felici: è bello sapere che quello che fai è importante per qualcuno. Grazie!