Virtus Francavilla Calcio
Foto: Gabriele Fanelli

Facciamo così, vi racconto prima una brutta storia e poi un bel sogno però dobbiamo partire dalle cose brutte, dal sapore amaro. Il format della CoppItalia, una cosa che prima faceva ancora più schifo chiamandosi Tim Cup, è la roba più abomivenole ed incredibilmente nonsense che il calcio italiano abbia mai prodotto dopo le compartecipazioni, l’omicidio di Gabriele Sandri e l’Udinese in Champions League, in ordine sparso. Cioè la CoppItalia è qualcosa di indicibile, una competizione che interessa solo dalle semifinali in poi, con le big che iniziano a giocarla tipo a metà campionato e le squadre medio-piccole che provano a valorizzarla giocando seriamente. Ma il vero schifo sta nel fatto che nella CoppItalia si gioca sempre ed esclusivamente in casa della squadra favorita e quindi non basta lo status di favorito dai bookmakers, si gioca anche col pubblico a favore. Giocare la CoppItalia con queste regole infami è un’offesa alla dignità di giocatori e società, perché ad esempio Lazio – Virtus Francavilla giocata a Roma verrebbe snobbata pure dai titolari loro ma per Virtus – Lazio giocata al GgiovanniPaoloSecondo la gente si arrampicherebbe pure sulle case.
Sarò di parola e quindi vi racconto il bel sogno. Non ho citato la Lazio a caso: durante la conferenza stampa pre-gara un tifoso ha profetizzato “Vinciamo a Cremona, battiamo il Verona, superiamo il quarto turno e ci spingiamo fino a Roma contro la Lazio” e io ovviamente mi sono fidato di lui. Perché alla fine, siamo sinceri, quanto costa sognare?

Un’ora prima che il pallone inizi a rotolare sul sintetico, il piano della città è totalmente inclinato verso il GgiovanniPaoloSecondo. La gente ha tirato l’ultima boccata di condizionatore e si è tuffata in strada, agghindata per la festa e col biglietto in mano, come gli invitati ad un party esclusivo. Oggi si gioca, c’è la partita, si fa festa! e sugli spalti è un continuo scambio di abbracci e sorrisi e tuffi al cuore che sanno di Vedrai Ellie, ce la faremo! perché oggi, ce lo si legge negli occhi, ‘sta partita è roba nostra. E anche se pare che qualcuno abbia intravisto Alain Baclet prima a bordocampo e poi seduto a guardare la partita, noi non possiamo permetterci distrazioni. Ci sarà tempo per le presentazioni e le maglie strette a due persone ma oggi giochiamo col Novara di PabbloGonzalez e siamo sicuri, già a bocce ferme, che il paesello stasera diventerà di nuovo città.

Virtus Francavilla Calcio
Foto: Gabriele Fanelli

Ognuno al suo posto per questo primo orgasmo collettivo, siamo tutti carichi come se ‘sta volta il copione riguardasse noi e non i giocatori perché lo sanno tutti, il Condottiero l’ha detto anche in conferenza stampa, questa partita deve essere nostra perché torniamo a casa. In campo ci va la formazione ipotizzata: Costa tra i pali; a tre dietro con Delvino, il Galantuomo Pambianchi e Caporale; al centro Bovo – Gigliotti – Tiroide Mastropietro, con Albertini e Nunzella, che sfoggia questo codino un po’ Narcos, sulle fasce; in avanti Vazquez anche se Tiroide sembra debba fare la spola tra lui e gli altri. Loro, il Novara, sono un accrocchio di giovanissimi e veterani: c’hanno il portiere titolare del San Marino, un duemilaeddue a destra, un centrale così tatuato sulle braccia che sembra indossi ‘na maglia termica, poi altri ragazzi random e infine Buzzegoli il capitano insieme a PabbloGonzalez che, vedi tu la fortuna, è il recordman assoluto di gol in CoppItalia per loro. Meglio così PabbloGonzà, dacci retta, non ci sta niente per cui lottare. 

Baclet si siede e speriamo che non vada a finire come quando Piazon doveva firmare per la Juve; il Presidente si siede pure lui e anche oggi sta vestito ‘na favola e sembra John Wick; i palloncini volano, c’è la nuova mascotte che si chiama Imperio ed è un gladiatore e fa caciara in campo ma in realtà lo guardano solo i bambini perché noi pensiamo al tizio che sta soffocando lì dentro; vicino a me un vecchio con dei baffi da favola, un nonno che fa un video, lo speaker che arringa la folla, il taglio del nastro di ‘sto stadio che non appartiene a quelli che stanno mo e nemmeno a quelli che stavano prima ma è di una città intera e dei tifosi, c’è la BbandaGgiuseppeVerdi, la coreografia, SalvatoreChionnna in campo, un urlo e poi si gioca.

La gara parte sottotono e abbiamo tutto il tempo di accorgerci della fascia da capitano Staedler di Albertini, mentre ci chiediamo chi la sblocca ‘sta partita. Segnerà Bovo, che ha già fatto contro l’Altamura? Segnerà Tiroide, che dalle prime battute si vede che c’ha il piede caldo il ragazzo? Segnerà la BbandaGgiuseppeVerdi o se lo fanno da soli, che tanto il portiere loro si pianta sempre sulla trequarti? Segneranno prima loro? Sembra di sì.
Gentiluomo Pambianchi, troppo gentile per ‘na partita di calcio ai primi di agosto, si fa sbattere addosso un pallone e indica la strada per Gonzalez che grazie a Dio, a SanCosimoeTamiano e a Cantagallo, ci fa la prima grazia e tira fuori. Buzzegoli distribuisce gioie ai compagni e una di queste finisce sui piedi di Bianchi che sgancia il diagonale dal lato corto. Palla alta.
Ci stanno arando ma sopratutto ci picchiano in maniera selvaggia e irrispettosa e lo fanno sotto gli occhi di un arbitro, tale Mattia Pascarella, che per tenere fede al cognome inaugura il Festival del Fallo all’Inglese e non gliene fischia mai una. Anche quando a un certo punto ci ammazzano due giocatori diversi in due punti diversi e pensi “vabbè, dei due almeno uno è punizione”. No, Pascarella da Liverpool oggi non ammonisce. Lui lascia proseguire.

Virtus Francavilla Calcio
Foto: Gabriele Fanelli

Noi timidamente proviamo a guadagnare metri con Vazquez, ancora senza soprannome, che però è una cuspide e incoccia tutti i palloni alti contendendoli a dei difensori enormi e lanciando cartoline con su scritto “contendiamo un cazzo“. A furia di spizzate guadagniamo metri, poi ci prendiamo una rimessa laterale e la barattiamo per una manovra sulla fascia. Da siffatta fascia sinistra benedetta sia sempre, durante una ressa livelli sabato sera alla chiazza, qualcuno lascia spiovere questo pallone infimo in area, precisamente in mezzo a ‘sti difensori nerboruti. Uno di questi, quello colla maglia termica, si chiama Sbraga ed è enorme ma nella sua mastodontica mole, mentre salta per spizzare, non si accorge di un giocatore, un uomo piccolo e corvino, che per statura e percentuale di grasso del corpo non potrebbe essere lì. Un giocatore pampero senza paura e senza soprannome, che la leggenda vorrebbe fosse Cabezon, ma che da oggi sarà Lo Sbrachito perché a partire da questa partita abbiamo capito che ‘sto ragazzo si sbraca ogni parte del corpo, si stacca pure la testa dal collo per colpire il pallone. Federico Vazquez da San Martìn, nato nel ‘93 e alto un metro e ottanta, stacca più in alto di tutti, si sbraca su Sbraga e sugli altri difensori e col classico colpo di frusta da truffa all’assicurazione la gira in rete quando non siamo nemmeno al decimo. La bolgia che segue è così violenta e sentimentale che sembra di stare alla Bombonera, un casino infernale di gente che si schiaccia contro le inferriate e si abbraccia e urla ma ‘sto vecchio vicino a me ha dei cazzo di baffi da concorso e tra un bacio e un ‘ndiamo siamo già avanti. Uno a zero per noi e ancora dobbiamo iniziare a sudare.

Trocini si gratta la testa mentre PabbloGonzalez urla cose ai suoi. C’è ancora del tempo per scoprire che loro hanno come sponsor sulla maglia tale IgorGorgonzola e ti pare, ma dai davvero, ti pare che oggi prendiamo gol da ‘na squadra con un formaggio come sponsor? E invece sì.
Il magone viene anticipato da una parata di Costa che blocca un calcio d’angolo in quarantasei tempi: convinti di poter amministrare per ottanta minuti, i nostri tifosi hanno incominciato a spogliarsi in tribuna per godere di questo sole malato e violento, quasi non ci accorgiamo che loro si prendono un altro corner. Buzzegoli fa quella cosa che alzi la mano per fare finta di chiamare uno schema, il pallone dipinge una traiettoria che suona come il silenzio e il classico prodottodelvivaio Marco Bellich pareggia. Siamo ancora al quarto d’ora e sono due colpi di testa, due gol.

Virtus Francavilla Calcio
Foto: Mino Solazzo

La partita si giochicchia fino all’intervallo. Loro continuano a farci il ripieno di mazzate ma Pascarella da Brighton ha lasciato i cartellini al gate di Fiumicino e quindi non se ne parla. Vazquez ci regala una finta a limite con cannonata a sorpresa ma il pari regge e dopo un altro calcio a Nunzella, una spizzicata dello Sbrachito, un calcio a Mastropietro e la sensazione che i nostri difensori abbiano iniziato a prendere le misure ai loro e a PabbloGonzalez, che a inizio partita sembra uno spartano e adesso sembra di più uno che fa la guardia a Spadone, ecco dopo un altro calcio a Bovo e ‘na bella sforbiciata di Calypso Gigliotti, arriviamo all’intervallo. Pari nel punteggio e negli uomini anche se loro in tutti i multiversi del mondo dovrebbero essere 7 per le botte che ci stanno regalando. Saranno prodotti tipici del Piemonte.
C’è ‘sta sensazione di cose non dette nell’aria, questo profumo di caffè e pasticcini che è lo stesso che senti nel naso quando la tua tipa ti dice “Vediamoci che ti devo dire una cosa” e tu pensi a milioni di robe incredibili immaginando chissà quale fregatura o tragedia, per poi scoprire che non era niente, era solo uno spavento. 

Al rientro in campo però qualcosa di diverso si può captare tra i giocatori in campo: il Condottiero, uomo riccioluto con la strategia nel sangue, sembra aver dato indicazioni precise ai suoi e in particolare al tridente di ballerini che abbiamo dietro. Non si spiegherebbe altrimenti la rapida successione di eventi a cui, goderecci ed estasiati, siamo costretti ad assistere: Delvino appare come Houdini alle spalle di Gonzalez e gli frega la palla, Gentiluomo libera l’area col tacco e mette a terra un siluro loro semplicemente addomesticando col petto e Caporale sventaglia palle di quaranta metri perfettamente calibrate sui piedi dei compagni. È appena iniziata un’altra partita e nessuno ci ha avvisati, i nostri in difesa iniziano timidamente a scrivere le prime pagine del manuale del Difensore Gentiluomo, da un’idea di Francesco Pambianchi e prodotto da CanaleOttantacinque, loro replicano con una serie incredibile di cazzate con protagonisti fissi Sbraga e il portiere e ‘sta sensazione di gol imminente, che era questa e non erano pasticcini e caffè, non riusciamo proprio a togliercela.

Virtus Francavilla Calcio
Foto: Mino Solazzo

Al cinquantesimo arriva il momento delle scoperte: Pascarella da Manchester si cala una mano in tasca e tira fuori un improbabile e inaspettato cartellino giallo per Pambianchi e quindi è ufficiale, messaggio agli amici a casa, qualcuno ha portato i cartellini all’intervallo e quindi pare che ora possa pure usarli. I novaresi sembrano galvanizzati da questo stupore generale sugli spalti e in campo, ne approfittano per morderci prima con una girata di Gonzalez che era praticamente davanti a Costa, poi con un contropiede che finisce alto sulla traversa, poi con una fucilata nelle gambe di Gigliotti che non produce nessun ammonito e infine con ‘sto pressing altissimo che costringe Costa a rilanciare lungo. Sempre male però.

Una nuvola grigia oscura il sole, ed è subito Ilva&Cerano. Delvino stende Kanis ed è subito giallo, ma ormai ‘sta storia si è capita. Trocini si incazza e toglie Gigliotti e lo Sbrachito, con l’ultimo che si prende un applauso fragoroso, proviamo ad alzarci un po’ e li costringiamo a sventare un’occasione, poi un’altra, poi la manovra passa da Albertini che spiove verso il centro con un pallone ipnotico, perché fatto di cose tipo cerchi concentrici tipici dei trucchi di Giucas Casella. Il cross sembra lungo e sfila sotto gli occhi di un rilassatissimo Sbraga, perdendosi sul lato corto. Dal nulla però appare la cosa più simile a un giocatore buggato di FIFA: Leonardo Nunzella. 

Nunzella raccoglie la classica palla sporca e la rimette in piedi, come nuova, poi punta il primo difensore e lo manda a cozze con una semplice finta d’anca, punta Sbraga e lo manda col compagno ma a lui regala anche un paio di stivaletti, alza lo sguardo e vede Benedettini e tutta San Marino con le agevolazioni fiscali, carica il destro e scarica sul primo palo. Due a uno per noi, un gol che sembra girato con la moviola di Biscardi ma che invece è vivido e reale e ci butta di nuovo nella mischia totale e regala un sorriso al DiesseFernandez, che sicuro farà Diesse di nome, decretando ufficialmente la fine di questa partita e delle cose interessanti da raccontare.

Virtus Francavilla Calcio
Foto: Gabriele Fanelli

Nell’attesa che anche il cronometro dica la maledetta parola fine, li portiamo letteralmente a spasso, conducendoli per mano fino al novantesimo. Loro, i novariani, gradiscono poco queste romanticherie come la più classica delle squadre del nord: prima beccano a culo una traversa su una palla buttata a caso, con l’intento di spaventarci, costringendo Caporale a fare il brutto e a far presente che da queste parti siamo famosi perché al bar paghiamo sempre due caffè anche se siamo da soli, che la gentilezza è il nostro forte e che non sembra proprio il caso di fare i capricci adesso che la partita sta per finire. Niente, loro non ne vogliono sapere, insistono a tal punto che uno di loro, infastidito da cotanta cordialità, ce la mette tutta nel tentativo di ad ammazzare uno dei nostri e il caso vuole che da quelle parti ci sia proprio Pascarella from Wolverhampton, uno che farà pure l’aristocratico ma pare che alla cordialità ci tenga molto. Cartellino rosso, risate, abbracci e un bambino sollevato in tribuna tipo Champions League per festeggiare. Ci prendiamo questo primo passaggio del turno.

Virtus Francavilla Calcio
Foto: Gabriele Fanelli

E sarà Cremona e poi Verona e poi chissà, lasciateci viaggiare con la mente e con i pullman perché sognare non costa nulla davvero se non il prezzo di un biglietto o quello di un abbonamento ma la cosa più bella dei sogni è che possiamo farli tutti insieme. Tutti uniti assieme a Imperio, al Presidente, al Condottiero e al DiesseFernandez, ai ragazzi e agli amici perché è tutto così bello e colorato in questo sogno, così lontano dalle angosce di ogni giorno, dai problemi sul lavoro e dai programmi sul futuro, così bello che quasi non sembra possibile poter essere ancora così felici.
Perché è solo calcio, signora mia, null’altro di più ma se può ancora regalare pomeriggi come questo allora dobbiamo lasciateci sognare, che a ‘sto giro si spende poco e si sta insieme ancora per un’altra domenica.