Corso Umberto I Francavilla Fontana
Foto: Gabriele Fanelli

Diciamocelo: se volessimo andare al nocciolo della vicenda della ZTL a Francavilla non resterebbe che una storia molto semplice. Cioè la seguente.

Fine maggio, la giunta Denuzzo delibera l’estensione, in via sperimentale, della Zona a Traffico Limitato, con l’interdizione al traffico di corso Umberto I, via Regina Elena e circa metà di via Municipio dalle 8 alle 24 nei giorni festivi. Qualche settimana dopo arriva un incontro tra amministrazione ed esercenti del centro storico, parte dei quali non ha preso benissimo la decisione. Poi ecco quella che, a seconda dei punti di vista, sembra una parziale retromarcia o una concessione da parte dell’amministrazione, con la riapertura al traffico dalle 8 alle 16 (sempre nei festivi). Contestualmente viene però decisa la fine della sperimentazione: l’istituzione della nuova Zona a Traffico Limitato diventerà definitiva – ancora nei festivi, sempre dalle 8 alle 24 – a partire dalla prossima festa della Madonna della Fontana, dunque dal prossimo 14 settembre.

La questione viene complicata dalla solita marea di post e commenti su Facebook. Va detto che se da un lato Facebook ha rappresentato uno strumento di pressione (più che legittima) degli esercenti contrari alla nuova ZTL sulle istituzioni, da un altro il problema delle nostre vite online, oltre ai toni spesso esagerati violenti, è che post e commenti su Facebook non rappresentano dati misurabili: ognuno dice la sua, ci si capisce poco ed è complicato trarre un’indicazione o una direzione coerente. Forse non è un caso, allora, che nel corso dell’incontro tra amministrazione e esercenti non sia venuta fuori nessuna proposta unitaria da parte di questi ultimi, e che sia tuttora molto difficile districarsi tra le ragioni di chi ancora esprime contrarietà alla ZTL e chi invece prova a cavalcarne l’onda promuovendo attività e piccoli eventi.

Insomma, quella che poteva diventare una discussione molto interessante sul modello di sviluppo presente e futuro della città, nonché sulla qualità e sulle condizioni di lavoro di chi lavora nel centro storico, si è trasformata invece nell’ennesimo pantano di duelli all’ultimo sangue digitale. A ci so’ io, a ci si’ tu: un gioco a somma zero in cui vincono (molto più spesso perdono) tutti.

Così mi sono detto che se volevo capirci di più sarebbe stato il caso di prendermi un po’ di tempo e andare alla fonte, cioè provare a parlare di persona con alcuni dei protagonisti del “caso” ZTL, almeno a livello istituzionale. Nei giorni scorsi ho incontrato l’assessore alla Mobilità Sergio Tatarano, l’assessore alle Attività Produttive Domenico Magliola e infine Luigi Galiano, leader e capogruppo di “Insieme – Francavilla Popolare”, che proprio in consiglio comunale aveva presentato una mozione (poi respinta) sulla revoca della ZTL.

Via Regina Elena Francavilla Fontana
Foto: Gabriele Fanelli

L’idea della ZTL
Da Sergio Tatarano, primo assessore nella storia della Città degli Imperiali con delega alla mobilità, mi faccio raccontare prima di tutto qual è l’idea alla base dell’estensione della ZTL, che arriva dopo l’istituzione delle zone 30. “Vogliamo disincentivare l’uso delle auto” spiega Tatarano. “Siamo partiti da un provvedimento per la verità molto graduale, anche se all’inizio è stato accolto con un po’ di ritrosia da una parte della cittadinanza”. Gli chiedo a cosa fosse dovuta questa ritrosia. “Be’, il cambiamento porta sempre un po’ di resistenza, è comprensibile. È il motivo, in parte, per cui abbiamo deciso di riaprire al traffico dalle 8 alle 16 per qualche domenica. Ma la sperimentazione è terminata, anche perché riteniamo che adesso buona parte dei francavillesi sia a favore del provvedimento”. Adesso cosa succederà? “Siamo già al lavoro sugli strumenti che vanno a supportare la chiusura nei festivi. Parlo del Piano Urbano del Traffico e del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile”.

Mentre penso alla curiosa assonanza tra il nome con cui noi francavillesi indichiamo certi cani meticci e l’acronimo di Piano Urbano della Mobilità Sostenibile – PUMS –, chiedo all’assessore che tipo di interventi sono previsti da questi due strumenti, e soprattutto in che tempi verranno realizzati. “Il Piano del Traffico è obbligatorio dal 1992, e Francavilla ne è orfana dal 2003. Il Piano della Mobilità Sostenibile è uno strumento più moderno e articolato, peraltro non obbligatorio per i comuni sotto i 100mila abitanti, ma che abbiamo deciso di adottare comunque: dall’integrazione dei due piani verrà fuori una città molto più vivibile per tutti i pedoni, ma io direi molto più attenta alle esigenze di tutta la cittadinanza. Abbiamo già ricevuto dei progetti interessanti da parte di società che si occupano della materia. I tempi non saranno lunghissimi, ma bisogna tener conto del fatto che i piani saranno sottoposti a un processo partecipato con tutti i cittadini e tutte le cittadine”.

Ma l’estensione della ZTL, chiedo ancora a Tatarano, presuppone anche l’ottimizzazione di un certo tipo di servizi. Ad esempio quelli legati al trasporto pubblico, che mi pare continui ad avere più di qualche problema. “In tutta franchezza, in passato la discussione infinita sullo stato del centro storico francavillese è diventata un alibi per non cambiare nulla: sistemiamo le chianche, i marciapiedi, i mezzi, eccetera, e intanto tutto restava com’era. Per questo dico sempre che un’amministrazione deve ascoltare la cittadinanza ma deve anche saper decidere, assumendosi le responsabilità di quelle decisioni. Quanto al trasporto pubblico, attualmente Francavilla è fanalino di coda per l’utilizzo del servizio in provincia di Brindisi. Che pure non è un’isola felice. Per stare al freddo dato statistico, i mezzi urbani in città sono utilizzati in media, ogni giorno, da nove persone”. Resto di sasso, chiedo conferma: sì, nove persone al giorno. “L’estensione delle tratte del 2016 ha persino peggiorato la qualità del servizio” prosegue l’assessore. “Anche in questo caso vogliamo intervenire in maniera graduale. A brevissimo installeremo le pensiline, che specie nelle zone più periferiche tornano utili nei giorni di maltempo. Ma è chiaro che bisogna fare un discorso più ampio e più organico per dare senso a un servizio che attualmente non ne ha”. Chiedo a cosa si riferisce. “Credo sia giusto puntare su un servizio da rendere soprattutto alle periferie, più che su mezzi che battono per lo più le vie del centro. Poi starà all’amministrazione rilanciare e incentivare l’utilizzo degli autobus”. Cioè? “Per un certo periodo il Comune potrebbe farsi carico del costo del biglietto, ad esempio, assicurando un servizio gratuito alla cittadinanza. Ma è un’idea attualmente al vaglio insieme ad altre”.

Via Roma Francavilla Fontana
Foto: Gabriele Fanelli

Gli incentivi
Con l’assessore alle Attività Produttive Domenico Magliola abbiamo parlato degli incentivi previsti per le attività del centro storico. L’argomento era stato messo in campo dalla stessa amministrazione comunale con l’annuncio dell’estensione definitiva della ZTL a partire da settembre. “Gli incentivi per le imprese sono ancora in fase di studio e di regolamento” dice Magliola. “Di fatto si tratta di misure già applicate altrove con successo, che speriamo di attivare già all’inizio di questo autunno. Con l’ingegnere comunale Morleo stiamo cercando di capire come calibrarle sul contesto francavillese”. Penso alla TARI, che incide in modo determinante sui bilanci di alcune attività francavillesi (specie nel settore della ristorazione), ma l’assessore mi anticipa: “Sicuramente bisognerà abbassare la tassa sui rifiuti per almeno un biennio, soprattutto per le nuove attività di determinate categorie”. E poi? “Stiamo pensando a un’iniziativa già presa a Mesagne, ovvero la restituzione degli interessi pagati sui mutui accesi per la ristrutturazione dei locali nel centro storico, oltre che a contributi puri sulla ristrutturazione. Ma più in generale, con le associazioni di categoria e altri enti locali vorremmo supportare le nuove attività con tutta l’assistenza necessaria a livello tecnico e finanziario in fase d’avvio. L’obiettivo è creare piccoli consorzi che non puntino solo al singolo insediamento produttivo quanto alla promozione di tutta la città attraverso l’impresa personale”.

Le ragioni della revoca
E veniamo a Luigi Galiano. Ex vicesindaco e assessore alla viabilità con Maurizio Bruno, nel recente passato Galiano ha dimostrato una certa passione per l’argomento traffico nel corso della vicenda dell’installazione della rotatoria di Borgo Croce: in quell’occasione si è letteralmente immolato per la causa. Prima di tutto, allora, gli chiedo cosa si aspettava dalla presentazione della mozione sulla revoca della ZTL in consiglio comunale. “La mozione” spiega, “era aperta, anche perché le cose erano un po’ cambiate rispetto a quando l’avevo presentata. Ma un reale confronto in consiglio non c’è stato: ad esempio mi aspettavo una maggiore apertura da parte del sindaco. Resta il fatto che un passo indietro l’amministrazione lo ha fatto, con la parziale riapertura al traffico fino a settembre. Certo in autunno sarà ancora più dura, per gli esercenti, con la chiusura definitiva”. Quindi meglio riaprire? Domanda ancora più esplicita: fosse sindaco, Luigi Galiano revocherebbe la ZTL? “Tanto per essere chiari: da parte mia non c’è alcuna preclusione rispetto alla ZTL. Ma una ZTL non si fa con una transenna e non si fa da un giorno all’altro, peraltro a luglio con la città deserta. Una ZTL è un pacchetto: Piano del Traffico, parcheggi (ben segnalati), mezzi pubblici, messa in sicurezza di chianche e asfalto. Per realizzare il Piano del Traffico ci metti un anno: hai tutto il tempo per dare la possibilità di organizzarsi a cittadini ed esercenti, e di supportare soprattutto questi ultimi con incentivi e defiscalizzazioni. Quindi sì, revocherei la ZTL e mi dedicherei prima di tutto al pacchetto di servizi da costruirci attorno”.

Visto che ci siamo, ne approfitto per tirare fuori un argomento che mi sta particolarmente a cuore: lo stato dell’imprenditoria francavillese. Chiedo a Galiano se è ipotizzabile un ricambio nell’offerta commerciale francavillese, anche nel centro storico. “Diciamo che ogni posto ha le sue tradizioni e le sue peculiarità: attualmente è difficile immaginare una Francavilla in cui spuntano dappertutto macellerie e fornelli come in alcune città della Valle d’Itria che spesso vengono prese come pietra di paragone. Noi abbiamo una vocazione commerciale che è ben visibile percorrendo la via dei negozi, quella che parte da viale Lilla e arriva fino in piazza Umberto I. Parliamo di esercenti che con difficoltà hanno resistito alla crisi, all’arrivo della grande distribuzione, di Amazon, al dumping dei concorrenti stranieri… Dovremmo sostenerli e valorizzarli: tornando alla ZTL, è impensabile che si possa andare a piedi dalla stazione fino al cento storico. Tra l’altro la nostra vera ZTL è quella: il gioiellino che inizia in piazza Dante, oggettivamente trascurato”. Quindi bisognerebbe pensare a una ZTL meno estesa? “Sì, anche se credo che quest’amministrazione voglia andare verso una pedonalizzazione importante e soprattutto definitiva”. Cioè? “Penso a via Roma chiusa definitivamente al traffico, sette giorni su sette. Cosa che creerebbe non pochi disagi. Il problema di Francavilla è che ha un asse viario da paesino e un numero di automobili da città: in tutto questo, bisogna rispettare i diritti dei pedoni ma anche quelli degli automobilisti, ossia dei cittadini che abitano in periferia e hanno bisogno di spostarsi in macchina”.

Viale Lilla Francavilla Fontana
Foto: Gabriele Fanelli

Non si torna indietro
Chiuse le tre conversazioni, l’impressione è che ci siano visioni anche molto differenti sul modello di sviluppo cittadino: se l’attuale amministrazione sembra seguire una direttrice legata alla valorizzazione di un ampio centro storico e dunque alla promozione del territorio, Galiano appare più in sintonia col modello della città commerciale che pure ha fatto la fortuna e il “nome” di Francavilla. Il punto non è tanto comprendere se le due visioni siano conciliabili – su questo sarebbe interessante ci fosse una discussione, cui questo articolo spera di poter contribuire – quanto registrare un dato ormai acquisito: temi come la pedonalizzazione, la mobilità e la sostenibilità ambientale hanno perso ogni tratto di marginalità per entrare in pianta stabile nel dibattito pubblico francavillese. Difficilmente ne usciranno.