croci Misteri
Foto: Gabriele Fanelli

Se c’è un materiale a cui un cristiano credente lega tutta la sua vita spirituale, quello è di sicuro il legno. È la stessa figura di Gesù Cristo a ricordarlo, dai primi anni della sua infanzia fino alla morte. Suo padre putativo, Giuseppe, era un falegname. La croce di legno, simbolo della passione terrena di Cristo, sarà la causa della sua morte. Siamo stati incuriositi però da un aneddoto che si racconta, o meglio si raccontava, nelle botteghe dei falegnami di Francavilla. Un particolare legato al folklore della Settimana Santa. In questa settimana i vecchi maestri falegnami consigliavano ai giovani apprendisti di non martellare il chiodo fino in fondo nel legno, come simbolo di rispetto nei confronti di Cristo e della sua crocifissione. Da qui, da questo aneddoto, ci è venuta voglia di chiacchierare con chi costruisce le croci dei crociferi, che sfilano durante la processione dei Misteri.

Foto: Gabriele Fanelli

È una domenica mattina, sono le 7.30. Piero Cavallo, falegname francavillese che svolge questo mestiere da quarant’anni, ci ospita nella sua falegnameria. I nostri occhi sono ancora abbottati per il troppo poco sonno e il caffè fatica a fare il suo dovere. Ma Piero consegnerà a breve due croci. Prima che vengano ritirate dai committenti, non possiamo farci sfuggire l’opportunità di rubare qualche scatto e farci rispondere a qualche curiosità.

Foto: Gabriele Fanelli

Qual è il tipo di legname che viene utilizzato per le croci dei Misteri?

Il tipo di legname varia, dipende da quello che uno vuole spendere e dalla qualità. C’è chi vuole qualcosa di più pregiato, ma in questo periodo le stiamo facendo in trave lamellare di abete, le travi che si usano per le verande. Ma le facciamo anche in mogano, o in iroko. Dipende da quanto si vuole spendere e dal peso che si vuole trasportare.

Quanto tempo ci vuole per produrne una?

Le travi sono già tutte belle e pronte, non da piallare. C’è solo da fare le mecce, quindi diciamo un paio di giorni per la costruzione. Poi c’è la verniciatura, per un totale di quattro cinque giorni di lavoro.

Foto: Gabriele Fanelli

C’è da effettuare qualche tipo di manutenzione particolare per la loro conservazione?

La maggior parte dei crociferi decide di posizionare una piastra metallica sotto l’angolo che verrà trascinato. Questo non serve tanto ad agevolare lo scorrimento ma proprio per non rovinare quella parte di croce. Chi ha speso dei soldi ci tiene a mantenerla bene.

Foto: Gabriele Fanelli

Il costo medio?

Siamo sulle 400 euro, più o meno.

Quella che vediamo quanto pesa?

Siamo intorno ai 70 chili. Ma ci sono quelle che pesano molto di più. Ad esempio quelle in iroko arrivano a pesare 120-130 chili.

Foto: Gabriele Fanelli

Con quanto anticipo ti ordinano una croce?

Questa me l’hanno ordinata due mesi fa, perché volevano stare tranquilli. Ma ripeto, il tempo di lavorazione non è neanche di una settimana.

Da quanto tempo ti occupi di produzione di croci?

Non lo faccio da sempre, ho cominciato da quando me lo hanno chiesto la prima volta. Diciamo quasi dieci anni.

Foto: Gabriele Fanelli

Piero è così gentile da mostrarci come si assemblano le due travi. Poi però deve preparare la sua consegna, smonta tutto e avvolge le due croci in morbidi panni. C’è un buon odore in falegnameria. È un misto di profumi di segatura, legname di risulta appoggiato alle pareti e vernice. Adesso siamo svegli, soddisfatti anche di aver sacrificato qualche ora di sonno.

Foto: Gabriele Fanelli