Ccè tti piace lu piatto di Rosa?

Rosa Laviola spiega come comporre il famoso piatto del periodo pasquale e svela tutti i retroscena di questa antica tradizione francavillese

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Come ogni anno Rosa ha preparato tantissimi piatti: panieri di varie forme e dimensioni, riccamente decorati e contenenti grano fatto germogliare al buio. È un’antica tradizione legata al periodo pasquale e alla Settimana Santa di Francavilla Fontana, che prevede che durante il Mercoledì Santo i ragazzi vadano in giro con il loro piatto, per mostrarlo a quante più persone possibile.

Rosa mette una grande cura dei particolari nella realizzazione dei suoi piatti: dalla scelta delle stoffe alla disposizione dei nastrini, tutto è studiato per ottenere il risultato migliore.
Il suo lavoro inizia con mesi e mesi di anticipo: i piatti sono creati quasi interamente a partire da materiali di recupero, con l’ausilio di amici e parenti che raccolgono e mettono da parte tutto quello che può tornare utile nella fase del confezionamento (i nastrini delle bomboniere, la carta e le coccarde dei regali di Natale, le stoffe e i merletti non riutilizzabili). Rosa va molto fiera di questo aspetto: ad esempio, mostra orgogliosamente una serie di cassette in legno che si è fatta mettere da parte da un negoziante nel corso dei mesi, sottolineando che se non le avesse prese lei sarebbero andate buttate. La parsimonia e il contrasto agli sprechi sono aspetti imprescindibili del lavoro di Rosa, e andrebbero tramandati in generale come valori irrinunciabili. Ci sono alcuni piatti estrosi e altri poco appariscenti, e per questo più in linea col passato. Il materiale prediletto per il loro confezionamento era infatti la carta crespa, per via del suo costo irrisorio.

Il procedimento di preparazione del grano è sempre lo stesso: i semi vengono piantati nell’ovatta e lasciati crescere al buio per circa quaranta giorni. È sufficiente innaffiarli a giorni alterni, ma è fondamentale che non entrino in contatto con la luce del sole.
Contestualmente Rosa procede con la preparazione dei cestini, facendo ricorso a tutta la sua creatività: bastano dei pezzi di stoffa, del filo di ferro e tanta pazienza perché il risultato sia eccezionale.
La dedizione che Rosa dimostra nei confronti di questa usanza è lodevole: il suo scopo principale è di trasmettere queste conoscenze alle nuove generazioni, perché possano portarle avanti. Il passo successivo è infatti regalare tutti i piatti preparati, con un occhio di riguardo verso i più giovani.
La generosità, la parsimonia e la passione sono qualità che traspaiono da ogni filo di grano, da ogni nastro e da ogni merletto. Sono qualità che andrebbero custodite e tramandate come il più prezioso dei tesori.