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Dopo tanta attesa, Un’avventura è approdato al cinema il giorno di San Valentino. Il film di Marco Danieli, girato lo scorso autunno tra Francavilla, Roma, Lecce, Tiggiano e Tricase, è un musical e ha come colonna sonora una decina di canzoni di Lucio Battisti e Mogol. Interpretato da Michele Riondino, Laura Chiatti e Valeria Bilello, è prodotto da Lucky Red, Fabula Pictures, Rai Cinema col sostegno dell’Apulia Film Commission.

La trama, senza spoiler. Un’avventura racconta la storia d’amore tra Matteo (interpretato da Riondino) e Francesca (nome tutt’altro che casuale, interpretata da Laura Chiatti): dall’innamoramento al matrimonio, passando per un sacco di sogni condivisi, crisi, casini e ritorni di fiamma. Con la trama ci fermiamo qui, non solo per evitare spoiler, quanto perché un film è anche molto altro.
In generale, Un’avventura è un’opera leggera e divertente nella prima parte, ambientata negli anni ’70, mentre nella seconda, col passaggio al decennio successivo, si fa un po’ più drammatica. Sul finale non diciamo nulla, ovviamente: ci limitiamo a sottolineare che la versione di Un’avventura cantata da Diodato sui titoli di coda è molto bella, per cui restate in sala e ascoltatela.

Le canzoni di Battisti e Mogol. Si diceva che un film è molto più della sua trama: è anche il modo in cui è fatto. In un musical, chiaramente, la colonna sonora è fondamentale. In Un’avventura a cantare sono gli attori, quindi non sentirete la voce di Battisti. Tranquilli, però: Riondino e Chiatti sono davvero bravi, e gli arrangiamenti di Pivio e Aldo De Scalzi, rispettosi dei brani originali, valorizzano l’interpretazione dei due. Stesso discorso per le coreografie, curate da Luca Tommassini (proprio lui, quello di Madonna, Michael Jackson e X-Factor): in particolare le scene con Non è Francesca e Dieci ragazze per me aggiungono qualcosa al mood delle canzoni di Battisti e Mogol senza snaturarle.

I temi. Un’avventura non è solo un film d’amore: nel film di Marco Danieli si parla anche di emigrazione (dalla Puglia a Roma), di emancipazione e rivoluzione dei costumi sessuali (occhio alla scena del “deodorante”, siamo sicuri che imbarazzerà più di qualcuno in sala), dell’ipocrisia borghese, delle aspettative che ciascuno di noi ha circa se stesso. Il tutto senza appesantire la visione, che resta sempre focalizzata sulle vicende di Matteo e Francesca.

“Si vede Francavilla?” Sì, se è quello che vi state chiedendo: Francavilla c’è eccome in Un’avventura. Ricordiamo bene i giorni del casting a Castello Imperiali e quelli delle riprese in location semiblindate, senza dimenticare i rumors sulle apparizioni in città di Laura Chiatti (e sui suoi outfit); dunque, l’attesa di rivedersi sullo schermo da parte dei francavillesi è più che legittima.

Un’avventura si apre in piazza Dante (col palazzo del sedile trasformato in un bar): Matteo e Francesca sono praticamente dirimpettai, e la piazzetta tornerà più volte nel corso del film. C’è anche il Circolo Cittadino – la scena della pioggia vista nel trailer comincia proprio lì – ed è riconoscibilissimo nonostante il temporaneo restyling degli arredi (aggiungiamo che non sarebbe male vedere il vecchio Circolo sempre così…). C’è Francavilla anche in molte scene d’interni, in cui le scenografie raggiungono un livello molto accurato nella ricostruzione del design anni ’70.

A che serve il cinema? Il cinema è magia e finzione, certo, ma dietro ogni pellicola c’è anche un’industria che muove diverse economie. Prima di tutto in favore dei professionisti del settore: oltre che produttori, registi, attori, sceneggiatori, montatori, scenografi, costumisti, fotografi e operatori, ci sono pure giornalisti, uffici stampa, location manager, ecc. Poi c’è tutto l’indotto: albergatori, ristoratori, tecnici e imprese locali di vario genere, il tutto da considerare anche in una prospettiva turistica (specie quando una location finisce in film che girano per le sale di tutto il mondo). Non è un caso che la Regione Puglia, con l’Apulia Film Commission, investa da diversi anni in questo senso, portando diverse produzioni cinematografiche in Puglia. Ricorderete che nel 2006 Francavilla apparve anche in alcune scene de La terra di Sergio Rubini. L’auspicio è che la cosa si possa ripetere ancora, insomma, magari più spesso.

Un consiglio e una suggestione. Per chiudere, un consiglio: dopo il film, una volta usciti dal Cinema Italia fatevi un giro in piazza Dante, vi sembrerà che Matteo e Francesca siano lì lì per spuntare da un balcone o dal portone di qualche palazzo da un momento all’altro. E poi una suggestione: chissà se qualcuno ha raccontato a Michele Riondino che proprio in piazza Dante, un tempo, c’era un’ottima trattoria che portava il suo stesso nome.